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il futuro del basket minore 

Baccarani: «Contiamo di tenere la LG Competition in serie C Gold»

Riccardo Bellelli

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Riccardo Bellelli

CASTELNOVO MONTI

Se lo stop dei campionati rischia di mettere in crisi le società della provincia, a maggior ragione potrebbe creare problemi ad una realtà montana che deve fronteggiare diverse scomodità anche in tempi normali.

Il presidente Luca Baccarani si motra però ottimista.

«Abbiamo un buon sponsor, credo che la C Gold verrà confermata. Di società con i bilanci in attivo già ne vedevo pochi prima, chissà ora. Noi abbiamo due squadre senior, una in C e l’altra in Prima divisione più le giovanili, vedremo nei prossimi mesi quale sarà il budget disponibile».

Come state gestendo la situazione?

«Abbiamo da poco avuto una riunione in videoconferenza. Con i giocatori abbiamo concordato una revisione degli ingaggi per questi mesi che non si giocherà. Stiamo cercando di tenere i contatti con i nostri tesserati, anche i più giovani, attraverso i social. Vorremmo poi trasmettere vecchie partite tanto per rispondere alla loro voglia di vedere basket».

Com’è stata la risposta?

«Positiva. Una delle cose che mi ha fatto più piacere è ricevere tanti messaggi da nostri ex giocatori che ora sono lontani ma che hanno ancora Castelnovo Monti nel cuore».

Come immagina l’estate?

«Il mercato davvero non riesco a immaginarmelo. A noi piacerebbe fare il Camp Estivo, la speranza è l’ultima a morire, ma tutto dipenderà dall’andamento del virus e dai decreti dello stato. Mi aspetto segnali dalla Fip per aiutare le società a non morire nei prossimi mesi».

Ad esempio?

«Purtroppo tanti sponsor rischiano di andar persi perché chi è in cassa integrazione, non può dare soldi per sponsorizzazioni. Le società sopravviveranno grazie al volontariato e all’entusiasmo della gente. Ci sarebbe da rivedere i parametri e tutti quei costi che pensano parecchio sulle spalle dei club. Spero che la federazione inizi a pensare in modo diverso, senza pretendere che società dilettanti siano organizzate come professioniste. Penso alle gare perse a tavolino da Scandiano e Cavriago in D per il ritardo del medico. Stava per capitare anche a noi. È ridicolo. Chiederò che questa regola venga cambiata».

Si punterà di più sul settore giovanile?

«Probabilmente si. Noi già da qualche anno stiamo sviluppando il Crinale Basket School per raggiungere i ragazzi della montagna. Non è semplice per loro spostarsi, quindi mandiamo noi in giro i nostri allenatori. L’entusiasmo non manca, so che tanti genitori han dovuto montare canestri in cortile o nelle camere dei ragazzi. Abbiamo alcuni giovani interessanti, ma sfortunatamente quando crescono, spesso gli perdiamo perché si trasferiscono per lavoro o per studi universitari. Fino alla serie C Silver siamo riusciti ad arrangiarci abbastanza bene, con la C Gold dobbiamo prendere più giocatori da fuori quindi pagare più parametri». —

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