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la stagione appesa a un filo 

«Chiudere qui il campionato? Mi pare una soluzione strana»

Luigi Cocconcelli
«Chiudere qui il campionato? Mi pare una soluzione strana»

Il presidente della Reggiana giudica così la fuga in avanti di Lo Monaco (Catania) Poi tranquillizza i tifosi: «Saremo al nostro posto anche dopo la pandemia»

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Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA

Il pallone non rotola più. La prospettiva di finirla qua trova sempre maggiori proseliti. La possibilità di risparmiare su stipendi, contributi e di incassi aleatori qualora si dovesse riprendere a giocare a porte chiuse soffia il vento a favore di chi vuole finirla qua. A prescindere da interessi strettamente di bottega. Non solo in serie A.

Pietro Lo Monaco, ex amministratore delegato del Catania, quello che dopo un battibecco fu apostrofato da Josè Mourinho con un “Monaco chi? Io, conosco solo il gran premio di formula uno con quel nome”, ad esempio ha le idee chiare in proposito. Va, se si può, ancor più in là. Sostiene che oltre due terzi delle società di C nella call-conference di venerdì voteranno per l’annullamento del campionato. In tal modo si risparmierebbe sugli emolumenti da marzo, quando di fatto si è smesso di giocare, sulle tasse e contributi bloccati e si avrebbe la restituzione delle fideiussioni.

Per gli stipendi sino ad un tetto di 50 milioni lordi si chiederebbe la concessione della cassa integrazione in deroga. E per il risultato sportivo, promozioni e retrocessioni? Lo Monaco al riguardo rimanda alle leghe, deputate a decidere in merito.

Del resto, è la previsione del dirigente etneo, un 40 % delle società di C faranno una fatica maledetta ad iscriversi, sono a rischio estinzione. Di proposte, ide, in questi tempi ne girano tante.

Anche quella prospettata del presidente Ghirelli di una C circoscritta ad un unico girone a 20 squadre, professioniste a tutti i livelli, e due sottogironi di semiprofessionismo.

E la posizione della Reggiana rispetto a queste proposte che in questi giorni di grande incertezza prendono a circolare, qual è?

Il presidente granata Luca Quintavalli e il socio Carmelo Salerno non si sbilanciano. In particolare quest’ultimo, dopo aver premesso che alla riunione delle società non parteciperà in quanto delegato è il presidente, si limita ripetere quanto sostenuto a più riprese. E cioè che la parola spetta in primis alla comunità scientifica. La sola che con cognizione di causa può decidere se, quando e come si potrà tornare in campo. La priorità dev’essere, nei fatti e non a parole,, la salute .

«Mi piacerebbe- aggiunge- che il ritorno in campo e laripresa del campionato avvenisse il più presto possibile, vorrebbe dire che finalmente siamo usciti dal tunnel, in questo momento tutti gli altri discorsi, le ipotesi lasciano il tempo che trovano».

La proposta di Lo Monaco non trova sponda in Luca Quintavalli.

«Non ho sentito colleghi - dice il numero uno granata - non mi sono relazionato, non sono nella chat dei presidenti, mi sembra anche inopportuno anticipare quel che si dovrà decidere tutti assieme venerdì, non ho letto della proposta di Lo Monaco, tutte le idee sono rispettabili, non so a quale titolo parli a nome di altri».

Ma a prescindere da Lo Monaco, dell’idea di annullare il campionato Quintavalli che ne pensa?

«Mi pare strana, non spetta alle società ma alle leghe una decisione del genere e poi... Come fai ad annullare un campionato quando hai giocato oltre l’80% delle partite?»

Si parla da più parti di “taglio” degli emolumenti ai giocatori...

«Non ne abbiamo discusso - dice -né tra i soci e tantomeno con i giocatori, aspettiamo di vedere se viene concessa la cassa integrazione in deroga e poi ne ragioneremo».

Sul fronte sponsor come va?

«Al momento nessuno ha disdettato, aspettiamo anche qua di verificare se scadenze di pagamento verranno rispettate, di sicuro per la prossima stagione dovremo rivedere le previsioni».

Quanto costerà alla Reggiana questo forzato stop?

«Di cifre ne sono già uscite, per un calcolo più preciso bisogna vedere se viene o meno concessa la cassa integrazioni, quali e quante agevolazioni fiscali e contributive, dal rispetto dei pagamenti di chi ci deve qualcosa».

Scusi la domanda un poco brutale, si sente parlare di società di C e non solo alle prese con grossi problemi.

Lei se la sente di assicurare i tifosi che la Reggiana non corre rischi?

«Più che brutale la potrei definire offensiva, forse non mi conoscete bene, noi abbiamo le idee chiare sul futuro, i tifosi stiano tranquilli, la Reggiana ci sarà anche nel dopo virus». —

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