Al posto degli allenamenti il mister dà lezioni d’ Inglese
REGGIO EMILIA
Non può scendere in campo, perché tutta l’attività è bloccata dalla pandemia. Ma allo stesso modo vuole rendersi utile in questo particolare momento e non ha intenzione di perdere il contatto con i suoi ragazzi. E così, un ventinovenne allenatore di calcio ha deciso di tenersi in contatto con i suoi ragazzi dando loro lezioni di inglese.
Protagonista di questo progetto è Soufian Kessabi, un tecnico della Reggio Calcio di origini marocchine, collaboratore tecnico di Michael Soncini e Mehdi Russo con cui segue i ragazzini del 2007 e 2008. Dopo gli allenamenti con video e tutorial, la società della Canalina è ora protagonista di questo nuovo progetto. Merito di Kessabi che nei giorni scorsi ha proposto ad alcuni genitori, attraverso la società, di fare lezioni a distanza ai ragazzini, via Skype, un’iniziativa che sta raccogliendo grande successo.
«Non mi piace stare a casa con le mani in mano - spiega Soufian - e quindi mi sono inventato questa attività che, in un momento come questo, credo sia particolarmente interessante per i nostri giovani atleti e nel contempo mi permette di tenermi impegnato ogni giorno. Ho studiato in Inghilterra dove mi sono laureato in Sport business management. Tra l’altro mi piace molto insegnare inglese e così mi sono messo a disposizione della società e dei nostri ragazzi».
Invero, all’inizio, il ventinovenne è partito in sordina, con un solo allievo. Ma nei prossimi giorni avrà il suo bel daffare per gestire le richieste. «Con un ragazzino sto lavorando da una decina di giorni, ma questa settimana sono partito con altri ragazzi, ben 18 in tutto. Ho deciso di seguire sei ragazzi a settimana con lezioni individuali: faccio due ore al giorno, una per ogni ragazzo, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. La prossima settimana ne seguirò altri sei e così via quella dopo, per un totale di 18, poi ricomincerò con quelli che sto vedendo questa settimana, rigorosamente via web». Si tratta comunque di lezioni individuali «anche perché ciascun ragazzo ha un proprio livello di preparazione e in questo modo riesco a fare un buon lavoro». —
R.S.
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