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Espeche: "Stagione esaltante un peccato finire così"

Andrea Munari
Il difensore granata Marcos Espeche
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Il difensore granata Marcos Espeche

Il difensore granata, a Lucca con i familiari, condivide l'incertezza del momento legata alle misure per fronteggiare la pandemia

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REGGIO EMILIA. ome tutti i suoi compagni, anche Marcos Espeche è in attesa di sapere se potrà tornare in campo per riprendere da dove il campionato della Reggiana si è interrotto. Il difensore granata Marcos Espeche è rientrato a Lucca insieme alla famiglia in questo periodo di emergenza per il Coronavirus, anche se prova a rimanere concentrato su Reggio e sulla Reggiana con la speranza di rientrare in campo. Riguardo al possibile epilogo del campionato, Espeche dimostra di pensarla allo stesso modo del suo allenatore.


Proprio da queste colonne, infatti, Max Alvini aveva riconosciuto il valore del Vicenza, ma aveva anche detto non riterrebbe giusto una promozione d’ufficio anche per le seconde in classifica. Anche Espeche la pensa così e vorrebbe conquistare sul campo questa promozione in B. «A Reggio ho fatto 15 giorni di isolamento dopo la positività di Favalli - dice - poi non avendo riscontrato sintomi sono rientrato a Lucca con la mia famiglia, però è difficile affrontare queste settimane di emergenza».

Come trascorre le sue giornate?
«Cerco sempre di tenermi impegnato facendo tante cose insieme anche alla mia famiglia e provo a rimanere concentrato, anche se non è facile in questo momento di emergenza. La mia speranza ovviamente è che si possa risolvere tutto e rientrare in campo quando ci saranno le condizioni per farlo».

A breve si deciderà sull’eventuale chiusura dei campionati, che idea si è fatto?

«Se tutto dovesse interrompersi adesso credo che le prime in classifica meritino di essere promosse per il campionato di vertice che hanno fatto. Sarebbe più difficile accettare un’eventuale promozione anche delle seconde perché a me i risultati piace conquistarli sul campo e mi lascerebbe un senso di qualcosa di incompiuto visto che stavamo disputando una stagione straordinaria ed eravamo a -6 dalla vetta con lo scontro diretto da giocare».
Si parla anche di tagli agli stipendi, però in questo caso è difficile paragonare la Serie A con la Serie C. Lei che ne pensa?
«Su questo argomento chi prende le decisioni deve essere molto cauto e attento. Non dico che non si debba rinunciare a nulla però non si può certo paragonare quelli che sono gli stipendi dei giocatori di Serie A con quelli che prendono i giocatori in Serie C. E’ vero siamo sempre calciatori e siamo tutti professionisti, ma gli stipendi sono molto diversi e tutto dovrà essere valutato con attenzione».

Se invece il campionato dovesse riprendere, come vi state mantenendo in allenamento?
«Abbiamo tutti dei programmi da svolgere per mantenerci in allenamento, ma soprattutto da un punto di vista mentale non è facile. Ne parlavo giusto nei giorni scorsi con Rozzio perché questa è una situazione strana, non c’è una data precisa sul rientro e quindi è più difficile concentrarsi su un obiettivo da raggiungere. Viviamo come tutti nell’incertezza della situazione».

Secondo lei che cosa succederà ai campionati?
«Sinceramente non lo so, anche se la speranza è quella di tornare in campo perché stavamo disputando una stagione fantastica e stavamo entrando nella fase cruciale del campionato. Era arrivato il momento in cui le sfide diventavano decisive e i punti conquistati iniziavano ad essere davvero pesanti. Sarebbe stato il momento clou della stagione e sicuramente anche quello più emozionante, però adesso l’importante è riuscire a risolvere questa situazione di emergenza».

Un po’ di amaro in bocca però c’è visto il campionato che stavate disputando? «L’amarezza un po’ c’è, inutile negarlo perché stavamo disputando una di quelle stagioni fantastiche che non si ripetono tutti gli anni e in più c’era la sensazione di poter provare a raggiungere qualsiasi obiettivo. Avevamo tutto per raggiungere il massimo risultato possibile e tutto stava andando nel migliore dei modi. Sicuramente è rimasta dentro di noi una sensazione di qualcosa di incompiuto e che non sappiamo se riusciremo a portare a termine»

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