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Andrea Panciroli dell’Olimpia Regium: «Il campionato è finito, giusto così»

Andrea Panciroli dell’Olimpia Regium: «Il campionato è finito, giusto così»

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REGGIO EMILIA

«Sono praticamente certo che il campionato non riprenderà più. Sarebbe una mancanza di rispetto verso quanto sta accadendo alla nostra nazione e ai nostri cari, oltre che verso i medici e gli infermieri che stanno facendo di tutto per salvare vite umane».

È Andrea Panciroli, direttore generale dell’Olimpia Regium, la formazione reggiana che milita nel campionato di serie A2 di calcio a cinque.

«Spero che si possa iniziare nuovamente a pieno regime a settembre, lo sport è un aspetto secondario, in piena sicurezza per giocatori, dirigenti e tifosi. Qualsiasi scelta dovesse venir presa non accontenterà tutti, ma dovrà essere presa con buon senso e maturità, visto che la priorità è la salute e viene prima di ogni altra cosa». A chi gli chiede quali scenari preveda per il mondo del Futsal, Panciroli risponde: «Prevedo un ridimensionamento, visto che questo sport si basa sugli sponsor, che ad oggi hanno ben altro a cui pensare. Aver lavorato costantemente sui giovani, farà sì che per quanto ci riguardi non cambi granchè, anzi, credo che coloro che avranno coltivato negli anni questa mentalità avranno nei prossimi anni dei benefici avendo in casa giocatori pronti. Se poi ci sarà l’opportunità, cercheremo di puntellare l’organico con qualche giocatore esperto».

E ripensando al campionato attualmente fermo per l’emergenza Covid-19, Panciroli vede il bicchiere mezzo pieno: «Ciò che mi gratifica maggiormente - dice - è la crescita dei nostri giovani. Non è un luogo comune, nelle società dove sono stato si è sempre portato avanti questo aspetto con un occhio di riguardo: il budget per la serie A2 non era come quello di altre società e non abbiamo voluto fare il passo più lungo della gamba, dando un senso al lavoro svolto negli anni passati. Dal punto di vista dei risultati è stata una stagione avara, ma nella seconda parte abbiamo messo in mostra un upgrade a livello di giovani e mentalità societaria: nel mercato invernale potevamo andare su giocatori importanti, spendendo tanto, o dare fiducia ai nostri ragazzi». —

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