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Il coach del Basket Jolly: «Solo un maledetto virus ci poteva fermare»

Nicolò Valli
Il coach del Basket Jolly: «Solo un maledetto virus ci poteva fermare»

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA

Appena giunta la comunicazione in cui venivano dichiarati conclusi i campionati cestistici organizzati dai comitati regionali, Gabriele Bartoli si è sfogato sulla propria pagina Facebook.

Il tecnico del Basket Jolly ha infatti scritto un post in cui emergeva la convinzione delle potenzialità del gruppo a disposizione, che nonostante mille difficoltà avrebbe saputo conquistare il campionato di Promozione, e di conseguenza approdare in Serie D.

«Ho scritto quel testo a caldo- afferma il coach- e sono consapevole che vincere non è mai scontato a nessun livello, ma credo che avremmo potuto fare davvero bene negli ultimi mesi di stagione. Nella prima metà dell’anno non nego i problemi, a partire dal fatto che tra infortuni ed impegni personali in allenamento eravamo solamente in 6/7, con i giocatori che non sentivano il peso della concorrenza e mostravano anche qualche ruggine di spogliatoio. La nostra risalita comincia da una sera di novembre, in cui ci siamo confrontati con toni duri, ma in cui sono emerse le verità. Quel momento ci ha compattati, e con il rientro di un paio di infortunati uniti all’innesto di Gruosso abbiamo potuto risalire la china».

Una crescita che ha visto la formazione reggiana risalire sino alla quarta piazza della classifica, ma che alla fine è stata comunque vanificata a causa dell’emergenza sanitaria.

«Nell’ultimo mese potevo contare su 14 atleti a disposizione- prosegue l’allenatore- e questo testimonia l’alchimia che si era creata e che sarebbe emersa nel momento decisivo. Peccato, anche se la scelta della Federazione è giusta. Purtroppo questa situazione ha spiazzato tutti, e penso sarebbe stato impossibile ripartire dopo mesi di inattività e con tutti i rischi del caso».

Una ripartenza che non sarà certo scontata, considerata la crisi economica che colpirà indubbiamente anche le realtà della palla a spicchi locali. I dubbi sul futuro non sono pochi per Bartoli, ma l’esperto coach lascia comunque intendere la passione che alimenta le sue giornate anche in questo periodo di lontananza forzata dalla palestra.

«Credo - sottolinea il coach della formazione cittadina - he a saltare saranno soprattutto le piccole realtà gestite da gruppi di amici, mentre i club più organizzati riusciranno a sopravvivere, magari con qualche fusione. Alleno da circa vent’anni con esperienza anche in D e sono papà di due figli, e non nego che nella mia testa l’idea di smettere c’è. Un attimo dopo però sono già lì a pensare al mercato estivo, e questo la dice lunga sul mio rapporto col basket. Alla Jolly mi trovo benissimo, Umberto Messori e Mariella Iotti sono sempre presenti e la società è la seconda più importante nel territorio cittadino dopo la Pallacanestro Reggiana. Detto questo -conclude- bisognerà valutare anche quelle che saranno le loro scelte, perché si è chiuso un bellissimo triennio ricco di soddisfazioni con questi ragazzi». —

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