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lo sport appeso a un filo 

L’Uisp al governo: «Ricordatevi di noi»

L’Uisp al governo: «Ricordatevi di noi»

L’appello del presidente provinciale Azio Minardi «Per far ripartire il Paese ci serviranno aiuti concreti»

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REGGIO EMILIA

L’emergenza Covid-19 ha colpito tutti, ma per lo sport di base e le tante associazioni sportive che costituiscono un pezzo deciso del welfare del nostro territorio e del nostro Paese, il colpo potrebbe essere troppo duro da sopportare.

È Azio Minardi, presidente di Uisp Reggio Emilia, l’ente di promozione sportiva e associazione di promozione sociale reggiana con oltre 47mila associati a dare voce al grido di allarme che si sta sollevando nel mondo sportivo, fatto di associazioni, tecnici e istruttori precari, volontari e collaboratori, che con poche risorse e tanto impegno mantengono saldo da decenni il nostro tessuto sociale con un’offerta che è ludica, ma anche educativa, sociale e di prevenzione.

In questi giorni - dice una nota dello stesso ente - la Uisp reggiana ha riaperto un filo diretto con le proprie associazioni con degli incontri videoconferenza che hanno lo scopo di raccogliere idee, preoccupazioni e organizzare una rete di sostegno che non lasci indietro nessuno.

In una lettera aperta a soci e associazioni, il presidente Azio Minardi lancia un appello alla politica e alle istituzioni: «Le nostre società sportive - sottilinea in premessa Minardi - sono da sempre un elemento costitutivo del nostro welfare e della qualità della vita, allora l'appello alle istituzioni e al mondo politico è quello di non lasciarle in fondo alla lista quando si parla di aiuti e di sostegno alla ripartenza. Perché ripartenza ci sarà, e ancora una volta saremo noi in prima linea a dover riseminare fiducia e socialità, ad aggregare ragazzi e ragazze, a rianimare i luoghi dello sport, a ricostruire un senso di comunità».

Poi la nota di Minardi prosegue: «Quello che ci consegna questa reclusione forzata è anche una riflessione sul peso specifico che avevano nelle nostre vite gli organizzatori della socialità e del tempo libero. Ricordiamocelo ora – sottolinea Minardi - quando, tra non molto, tutti vorremo ritrovare gli impianti sportivi aperti e funzionanti, il campo giochi pronto ad ospitare i nostri bambini o magari il nostro istruttore preferito al corso di nuoto. Non sappiamo ancora come e quando, saremo forse un po’ più timorosi e consapevoli dei nostri limiti, ma la nostra rete associativa dovrà essere pronta ad accogliere, ad organizzare, a ridisegnare la mappa di una comunità disorientata. La Uisp ci sarà e farà la sua parte senza lasciare indietro nessuno». —

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