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Sul campionato di A1 scorrono i titoli di coda

Adriano Arati
Sul campionato di A1 scorrono i titoli di coda

Soltanto la Virtus Bologna sembra decisa a continuare Sarebbe la sesta volta in cui non si assegna lo scudetto

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA

Fine della corsa. Dopo tante trattative, tante ipotesi, tante proposte più o meno attuabili, anche Legabasket sta per arrendersi all’inevitabile e decidere di chiudere definitivamente la stagione, probabilmente senza assegnare lo scudetto. Mercoledì sera il primo ministro Conte ha ratificato il prolungamento dei provvedimenti restrittivi almeno al 13 aprile. A cascata, sono arrivati gli inevitabili provvedimenti delle società, compresa Pallacanestro Reggiana. La società biancorossa ha deciso sino a data da destinarsi la sospensione dall'attività agonistica della prima squadra. Ora, si «rimane in attesa di ulteriori prossime indicazioni da parte delle autorità politiche e sanitarie, oltre che delle decisioni che verranno prese di conseguenza da Legabasket e Fip in merito all'esito del campionato».

Una volta sancita la conclusione della stagione, potrebbe arrivare il “liberi tutti” almeno per gli stranieri. Gli atleti italiani, sino al cambiamento dei vincoli, non potrebbero uscire dal Comune in cui si trovano se non per questioni di emergenza. I cittadini stranieri, invece, possono comunque sempre organizzare il rimpatrio, nelle modalità indicate dai loro rispettivi Paesi. Ma serve l’ufficialità di un rompete le righe. Non manca molto, ormai. La data originaria del 18 aprile è già saltata, il ministro dello Sport ha parlato di blocco degli allenamenti almeno sino all’inizio di maggio. L’ultima speranza sarebbe quella di avere davvero un via libera in quel periodo, imbastire un paio di settimane di allenamenti per ritrovare un minimo di condizione e provare poi con una formula peculiare. L’idea era di usare la classifica attuale per organizzare degli ottavi di play off al meglio delle tre partite e mandare poi le otto vincitrici ad una Final Eight scudetto. Si era pensato, per l’ultimo atto, ai giorni dal 19 al 22 giugno. Ma nell’attuale scenario anche questa strada è oltre il ripido. Il 15 aprile è convocato un consiglio federale, e quella sarà probabilmente l’occasione per ratificare lo stop. Chi fino all’ultimo ha tentato di tenere aperta la partita è stata la Virtus Bologna, oggi prima in classifica ma soprattutto reduce da una stagione di investimenti pesantissimi, a partire dall’ingaggio di Teodosic, che vorrebbe recuperare. L’amministratore delegato virtussino Baraldi avrebbe proposto di giocare ad agosto, finendo la stagione e iniziando subito dopo quella successiva. Ma le altre società non intendono andare oltre il 30 giugno, data in cui scadono i contratti in essere; sforare comporterebbe una revisione di tutti gli accordi e molti club non hanno certezze sulle proprie finanze, dopo aver perso parecchi sponsor e le entrate degli incassi. Nel frattempo, sono iniziate le discussioni riservate fra il presidente di Legabasket Gandini e le associazioni dei giocatori e degli allenatori, per capire come trattare le questioni contrattuali.

Questa sarebbe la sesta occasione in cui lo scudetto non viene assegnato dalla nascita della serie A. Nel 1929 saltò per problemi organizzativi, nel 1944 la finale non venne omologata, nel 1945 il campionato non si giocò per l’inasprirsi della guerra. I titoli 2012 e 2013, vinti sul campo da Siena, sono stati cancellati dopo la condanna per frode sportiva alla società toscana. —

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