Zanichelli, Bibbiano San Polo: «Siamo già in piena crisi»
SAN POLO
La crisi generata dalla pandemia di Coronavirus fa già sentire i primi effetti sulle società del calcio dilettantistico. Quello del presidente del Bibbiano San Polo Alberto Zanichelli è un vero e proprio grido d’allarme.
«Abbiamo già ritardi nei pagamenti, alcuni nostri partner ci rinviano contratti di pubblicità e di sponsorizzazioni e anche se abbiamo sospeso i rimborsi spese ad allenatori e giocatori, abbiamo comunque costi fissi da sostenere. Il Bibbiano San Polo, infatti, ha due impianti da gestire e le fatture da pagare non si fermano con il lockdown. Si fa e si farà fatica a trovare nuovi sponsor e a mantenere i presenti, anche perché se le aziende non fatturano non hanno i soldi per pagare i dipendenti e prima di riversare risorse nel calcio, giustamente, prima vengono fornitori, dipendenti e collaboratori. Lo scenario - prosegue Zanichelli - è davvero complicato. Sono presidente da 15 anni: lo ero già nel 2009 ai tempi della grande crisi. In quegli anni la situazione era grave e il calcio aveva subito un ridimensionamento, ma non era di queste proporzioni. In primis era il sistema finanziario che era andato in default, adesso è qualcosa di esterno che si è inserito e che ti costringe a tenere chiuse praticamente tutte le attività produttive. Oggi, un barbiere, un barista, un piccolo artigiano o anche una azienda con 30 dipendenti sono rimasti chiusi per un mese, quando potranno riaprire e quanto potranno resistere? Se lo Stato non fa da garante con una pioggia di denaro fresco da mettere subito nelle tasche di tutte le aziende che ne fanno richiesta sarà un disastro».
Quanto all’immediato futuro, Zanichelli non è ottimista e, anzi, ha una sua idea su quel che dovrebbe essere del campionato in corso: «Siamo a inizio aprile i giocatori non si allenano da un mese, occorre pensare che se dovessimo ripartire loro avrebbero bisogno di un mese per tornare in condizione ed evitare che si facciano male, altrimenti dopo dieci giorni avremmo mezza squadra stirata o strappata. Per me va chiuso tutto e non lo dico perché il Bibbiano San Polo è tranquillo, lo direi anche fossimo primi o ultimi: nessuno è infatti legittimato a lamentarsi vista la situazione, ma qualunque decisione sarà presa qualcuno rimarrà deluso».
Infine c’è il tema del prossimo campionato. Ma anche qui, è impossibile fare previsioni. Secondo il presidente della società matildica, «bisognerà fare la conta di chi si iscriverà a qualunque livello, analizzando le risorse a disposizione e di conseguenza tutto il resto, i rimborsi ai calciatori, gli investimenti, la sostenibilità degli impianti; andrà rivisto tutto, non dovremo fare i conti se ci potremo permettere o meno quel giocatore, ma quell’impianto, riuscendo a sostenere le spese di acqua luce e gas, sperando che a settembre, come tutti si augurano, ci possano essere le condizioni di poter ripartire». —
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