Alla fine vuoi vedere che il migliore di tutti è un hacker?
Alla fine, in questa vicenda dello sport dilettantistico che resta sospeso sine die mentre il tempo scorre insesorabile, un manipolo di hasker rischia di mostrare il maggior tasso di lucidità .
Invero, si tratterebbe - dicono nei corridoi della Federcalcio bolognese - di attacchi hacker che si impossessano dei domini di posta elettronica di questo o quel comitato regionale Figc attribuendo ad esso decisioni mai prese. Ma non per questo non sensate: che i campionati dilettantistici vadano chiusi prima del tempo, lo dicono tutti. E forse lo pensano persino a Bologna. Ma a Bologna non possono decidere nulla: le autonomie regionali di cui vediamo esempi quotidiani nella lotta al Coronavirus, allo sport non sanno cosa siano. Il rituale stanco prevede che se Roma decide, poi anche Bologna decida. Così come ha deciso Roma, ça va sans dire. Così, se Roma non decide, ecco che Bologna tace o balbetta. Del resto, che alla Federcalcio dell’Emilia Romagna non brillino per spirito di iniziativa lo dimostrano anche gli imbarazzanti tentennamenti persino per rinviare le partite per il maltempo. Quanti rinvii sono stati decisi all’ultimo momento in questi anni nonostante le previsioni meteo fossero univoche dalla settimana prima?
E se Bologna è messa così, è difficile pensare che qualcosa da qui possa muoversi per cambiare le cose a Roma. Dove nulla ancora si è deciso. Non si è deciso per la serie A, figuriamoci per i Dilettanti: una obiezione legittima? Personalmente penso che non lo sia. Stiamo parlando di due mondi opposti. Entrambi, purtroppo, condizionati dal denaro. Fiumi di denaro sulla serie A, al confronto dei quali quelle che arrivano alla Lega nazionale Dilettanti sono briciole. Comunque, milioni di euro: l’1% dei diritti televisivi che piovono sul calcio professionistico. I ben informati parlano di 14 milioni circa. Soldi che traballano se salta la fine del campionato di serie A, Sembra incredibile, vero? Mentre si faticano a contare i morti, mentre un Paese intero è barric ato in casa da settimane per la peggiore pandemia degli ultimi 50 anni, c’è qualcuno che pensa ai soldi, che sta continuando a ballare - per la verità con sempre maggiore imbarazzo - su questo Titanic che affonda.
Tutti a dirci che niente sarà più come prima, ma più che un mantra assomiglia a un esorcismo.
Ma davvero c’è qualcuno che pensa che il Coni possa fermare un campionato?, diceva ieri dalla Luna il presidente del Coni Giovanni Malagò. Ma davvero c’è qualcuno che pensa che tra un mese e mezzo venti persone possano tornare a spogliarsi nella stessa stanza 5 metri per 5 dopo aver passato settimane a girare per le città il meno possibile e con guanti e mascherine che nemmeno in un romanzo apocalittico di Stephen King? —
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