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«Prima la salute» ma tra le società c’è chi vorrebbe ripartire il 20 maggio

Andrea Munari
«Prima la salute» ma tra le società c’è chi vorrebbe ripartire il 20 maggio

Nulla di fatto all’assemblea dei presidenti in videocall convocata una nuova riunione tra dieci giorni per decidere

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Andrea Munari

REGGIO EMILIA

Doveva essere la giornata in cui decidere che cosa fare con i campionati di calcio visto il perdurarsi dell’emergenza Coronavirus, ma si è rivelata un nulla di fatto e ci si rivede tra dieci giorni.

Sì perché ieri non è stata presa nessuna decisione e si continuerà a navigare a vista, con molta incertezza su quello che succederà nei prossimi mesi. E prima ancora di riprendere le partite ufficiali per portare a termine i campionati nel caso in cui si decida di proseguire, non si sa nemmeno quando le squadre potranno tornare ad allenarsi.

L’ultima data possibile per provare a ripartire sembra essere quella del 20 maggio, giorno dichiarato nella giornata di ieri dal presidente del Coni Giovanni Malagò, anche se il Consiglio federale potrebbe anche decidere di far ripartire solo alcuni campionati. Ad esempio riparte la Serie A e vengono dichiarati finiti la B e la C. Poi nel caso in cui tutti ripartano, spetterà alle diverse Leghe decidere autonomamente il modo in cui portare a termine la stagione.

Per quello che riguarda la Serie C diventa molto difficile pensare che si possano portare a termine tutte le partite che mancano al termine della stagione regolare e aggiungere poi i playoff, con la formula che ha caratterizzato le ultime stagioni. Più facile ipotizzare che se si dovesse ripartire lo si farà con dei playoff molto più ridotti.

«È emersa la volontà comune di risolvere l’emergenza che stiamo vivendo – ha affermato il presidente granata Luca Quintavalli che rappresentava la Reggiana alla videoconferenza con gli altri presidenti di società - E' emerso un denominatore comune: al primo posto viene la salute. Nessuno vuole mettere a repentaglio l’incolumità dei propri calciatori, dirigenti, dipendenti e dei tifosi. Senza i giusti presupposti non si scenderà in campo».

I club hanno anche parlato della situazione economica che si verrà a creare: «Detrazioni fiscali, ammortizzatori sociali e tutti gli strumenti che il Decreto Cura Italia sta attivando per salvaguardare le aziende. I club calcistici sono aziende. – ha continuato Luca Quintavalli - Il presidente Ghirelli sta lavorando in modo attento e tutti i club hanno scelto di seguire con attenzione l’evoluzione dell’attuale posizione federale. Quella di oggi non è stata un’assemblea “decisionale” in quanto non spetta a noi scegliere se si giocherà o non si giocherà: sono lontane le valutazioni sulle promozioni o retrocessioni, congelare o meno le classifiche; l’attenzione è focalizzata sulla situazione sanitaria. Tra una decina di giorni si svolgerà una nuova assemblea – conclude il numero uno della Reggiana - dove eventuali nuove posizioni o decisioni della Lega Pro saranno valutate e votate dalle singole società. Stringo in un simbolico abbraccio Cesare Fogliazza dg della Pergolettese che da una delle zone più colpite d’Italia dall'emergenza ha voluto sottolineare l’importanza del messaggio di pensare prima di tutto alla salute».

Già, la salute. Chissà se tra 10 giorni sarà ancora al primo posto o se invece prevarrà altro. —

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