Romano Ferretti non ha dubbi: «Chiudiamo qui tutti i campionati»
L’intervista. L’ex direttore generale della Bagnolese dice la sua sul momento di grande incertezza del calcio dilettanti
l’intervista
LUCA CAVAZZONI
«I campionati sono da chiudere qua, per me la stagione è finita. Chi parla di tornare a giocare non ha purtroppo ancora ben compreso la vera realtà, ora l'importante è non ammalarsi o salvare la pelle. Nessun presidente o dirigente di Federazione potrà mai decidere cosa fare, saranno solamente medici e scienziati a dircelo. E sia ben chiaro che io non voglio sostituirmi a loro, ma il calcio dei dilettanti secondo me potrà ripartire solamente dopo che ci sarà un vaccino».
È severo ma giusto Romano Ferretti, l'analisi dell'ex direttore generale della Bagnolese, uomo di calcio da sempre è di quelle realiste e dirette.
Ferretti, viviamo un tempo di divieti che non avremmo mai immaginato. Eppure nessuno ha ancora deciso di concludere anzitempo i campionati. Che ne pensa?
«Oggi è vietato uscire di casa - incalza Ferretti - figuriamoci rimettere trenta persone dentro ad uno spogliatoio. Servono i controlli medici, ma nei dilettanti sappiamo che non tutte le società possono avere a disposizione un dottore. E poi proprio in questo momento i medici hanno ben altro a cui pensare, che non piuttosto recarsi in un campo per consentire ad una squadra di allenarsi».
Molti dirigenti di società sportive stanno dicendo quello che sta dicendo lei, ma la decisione aspetta ad altri...
« Non importa. Se anche qualche folle dovesse decidere che i campionati riprendono a maggio, non ci sarà nessun presidente di società che si prenderà tali responsabilità, anzi invito chiunque ricopre questo ruolo a valutare bene a quali rischi andrebbero incontro».
Tutti gli addetti ai lavori sono concordi nel dire che questa pandemia lascerà strascichi anche economici nelle società...
«In termini economici - prosegue Ferretti - i dilettanti subiranno un profondo cambiamento. Certe condizioni non torneranno più, per le aziende in difficoltà lavorativa sarà complicato fare da sponsor».
Si discute di tagli ai rimborsi spese. Lei che ne pensa?
«Io evito di parlare di taglio dei rimborsi, sotto questo aspetto il calcio dilettantistico non può essere paragonato ai professionisti. Però Paulo Dybala della Juventus è come Riccardo Zampino della Bagnolese, così come il mister Antonio Conte dell'Inter è come Francesco Montecchi che allena lo Sporting Cavriago. Questi esempi solo per dire che davanti a questa pandemia siamo tutti uguali, ora c'è un nemico vigliacco da sconfiggere».
Lei ricopre anche il ruolo di presidente del circolo sociale cittadino Buco Magico. Come vive questo periodo da questo osservatorio?
«Come tutti mi attengo alle regole e il Centro sociale è chiuso come ha deciso il governo. Così mi tengo in contatto con i soci del centro sociale al telefono e ho certamente la percezione, come tutti del resto, di quanto sia grave la situazione. Per questo dico: chiudiamo qui la stagione, così ci mettiamo tutti più tranquilli».
Qualcuno che stava vinc endo il campionato...
«Se quel qualcuno pensa a questo oggi è fuori dal mondo. Ripeto: chiudiamo qui. Poi a classifiche, promozioni o retrocessioni ci penseremo più avanti, magari sarà anche la volta buona per fare in certe categorie dei gironi a 16 squadre. Moltissime realtà spariranno, si verranno a creare innumerevoli posti liberi dalla Serie D in giù. Da Luglio si proverà a pianificare una nuova stagione, sperando ci siano ancora persone con voglia, forza ed entusiasmo da mettere al servizio dei dilettanti. Ma ora parlare di calcio giocato è assurdo. Tiriamo fuori le vecchie foto e ricordiamo i tempi andati. Per tutto il resto ci sarà tempo». —
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