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Chiudere la stagione o temporeggiare? È frattura fra i grandi della serie A

Nicoò Valli
Chiudere la stagione o temporeggiare? È frattura fra i grandi della serie A

Si attende una decisione ufficiale di Legabasket e Fip Tema caldo è anche l’assegnazione dello scudetto

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reggio emilia

Come una stoppata dopo un rapido contropiede, o come un’infrazione di passi al termine di un’azione ben manovrata e coinvolgente.

L’emergenza legata all’attuale pandemia ha rallentato cammini e rincorse delle squadre di serie A, Pallacanestro Reggiana compresa.

Prima dello stop i biancorossi si trovavano infatti nel limbo tra chi può ambire ad un piazzamento nelle prime otto, ma al tempo stesso deve guardarsi alle spalle; tuttavia i tesserati biancorossi sono concordi nel dichiarare conclusa l’attuale stagione, considerata l’impossibilità di riprendere.

«Il campionato è finito qua, lo scudetto non va assegnato» aveva infatti affermato poche settimane fa al nostro quotidiano il ds biancorosso Alessandro Frosini.

Il ds era stato seguito a ruota dall’esterno Simone Fontecchio, dell’idea che «Più passano i giorni più sarà difficile riprendere».

Quali sono però le posizioni dei protagonisti delle altre società del massimo campionato italiano e non solo?

Come normale che sia, divergenti.

«Vorremmo fortemente tornare a giocare - afferma il coach di Brindisi Frank Vitucci- ma mi sembra oggettivamente impossibile che questo accada. C’è ancora un minimo di speranza per concludere la stagione entro il 30 giugno, ma non credo che sia fattibile».

Parole, quelle del tecnico finalista di Coppa Italia, in linea con quanto pronunciato dalla guida tecnica di Nazionale e Vanoli Cremona, Meo Sacchetti: «Se non ci saranno le condizioni di sicurezza necessarie a ripartire allora la classifica può essere ibernata- sostiene l’esperto allenatore- non assegnando lo scudetto e tenendo le posizioni attuali per determinare i piazzamenti europei».

Più netto invece il pensiero di Nando Gentile, transitato a Reggio nel 2002 ed oggi sulla panchina di quella JuveCaserta con cui, da giocatore, conquistò il titolo tricolore nel lontano 1991.

«Questa stagione è finita. È da pazzi pensare che si possa tornare in campo, anche perché ci vorrà tempo prima di tornare alla normalità».

E a proposito di Gentile, i due figli di Nando, l’ex biancorosso Stefano e Alessandro si sono resi disponibili ad un eventuale taglio degli stipendi, per andare incontro alle esigenze dei club.

Chi invece è ostinata a volere riprendere è la capolista Virtus Bologna, che per bocca dell’amministratore delegato Luca Baraldi sostiene che «Non vogliamo lo scudetto a tavolino, ma portare a termine il campionato significherebbe aver maggior abbrivio per quello prossimo».

Anche il pivot americano delle V nere Julian Gamble sembra non gradire l’idea di non assegnare il tricolore, come scritto da lui stesso su Twitter.

«Come giocatore voglio vincere sul campo - queste le parole di Gamble- ma in questo periodo senza precedenti la mia squadra non merita di rimanere a mani vuote, visto che abbiamo dominato la stagione».

Il presidente del cda dellOlimpia Milano, Leo Dell’Orco, sostiene invece l’impossibilità delle porte chiuse, anche se non mette totalmente da parte la possibilità di tornare sul parquet.

«Se ci fossero le condizioni di totale sicurezza mi piacerebbe veder concluso il campionato- sostiene il manager meneghino - anche solo con un playoff. Non però senza spettatori, perché senza pubblico non è basket».

La sensazione, comunque, è che a breve verrà messa una parola fine sulla Serie A ’19/’20 aprendo scenari quanto mai incerti sulla quella a venire, tra il «Sarà l’anno zero» del presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara e il «Serviranno idee e coraggio» del suo ex coach Meo Sacchetti.

Chiude uno tra i decani degli allenatori italiani Carlo Recalcati, che suggerisce di ripensare al basket come a «Un motore di innovazione, com’era una volta». —





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