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«La Reggiana meriterebbe di salire in serie B Purtroppo non credo che sarà possibile»

Andrea munari
«La Reggiana meriterebbe di salire in serie B Purtroppo non credo che sarà possibile»

Il ds Doriano Tosi scettico sull’eventualità di promozione diretta dei granata in caso di sospensione definitiva del campionato 

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l’intervista

Andrea munari

Emergenza sanitaria e sospensione dei campionati sta obbligando tutti a rimanere nelle proprie abitazioni e il ds granata inizia a sentire la mancanza della sua “creatura”.

«Sono già diverse settimane che non posso venire a Reggio» premette Doriano Tosi che, come tutti spera di poter portare a termine una stagione che per la Reggiana si stava rivelando entusiasmante.

Come sta passando queste settimane senza calcio giocato?

«È difficile perché l’unica cosa che possiamo fare è stare in casa e nessuno sa quello che succederà nei prossimi mesi. Sento dire tante cose sulla possibile ripresa dei campionati e, io mi auguro sia così perché vorremmo portare a termine questa stagione che per noi si stava rivelando entusiasmante, ma non so se sarà possibile».

L’ultima idea è quella di provare a ripartire il 20 maggio?

«È una decisione che non dipende da noi, perché la decisione viene presa dalle squadre di Serie A e le categorie inferiori a cascata si adegueranno a quello che verrà deciso. L’unica cosa è che sento parlare di giocare solamente quando ci sarà la sicurezza assoluta e questo non credo succederà fino a quando non ci saranno un vaccino e dei medicinali per curare i malati».

Teme il rischio di ripartire e poi magari doversi nuovamente fermare?

«Questo è il rischio più alto perché a oggi nessuno può garantire che ci sia la sicurezza assoluta nel riprendere a giocare in una determinata data. Il via libera deve essere dato dagli organi competenti in materia di sanità, anche se capisco che ci siano tanti interessi nel voler far ripartire il calcio. Proprio per questo se si deciderà che si tornerà a giocare lo faremo, ma non credo che la sicurezza assoluta ad oggi qualcuno possa garantirla, perché per me la situazione è molto peggio di quello che pensiamo».

E se non si dovesse ripartire, resterebbe l’amaro in bocca?

«Stavamo facendo una stagione straordinaria, con un budget molto inferiore rispetto anche a formazioni che ci stanno dietro in classifica. Avevamo costruito una macchina bellissima, con alla guida un allenatore in grado di farla andare al massimo, quindi è normale che se non dovessimo tornare in campo rimarrebbe in tutti noi un po’ di amaro in bocca. La stagione stava andando ben oltre le nostre aspettative e credo che tutti noi avremmo voluto lottare fino alla fine, invece se il tutto dovesse finire ora rimarrebbe un po’ il senso di incompiuto».

In ritiro la scorsa estate l’obiettivo erano i playoff, dopo pochi mesi è diventata la serie B.

«Siamo stati bravi nel conquistarci tutto quello che abbiamo ottenuto con le nostre forze, anche perché sappiamo che ogni stagione è diversa e con le nostre mani in questi mesi ci siamo costruiti la possibilità di lottare per qualcosa di importante».

Si è parlato anche di promozione delle prime due di ogni girone in caso di chiusura anticipata e, vista la classifica del team granata, vorrebbe dire serie B.

«Mi farebbe piacere e dico anche che sarebbe meritata, ma non credo sia possibile. Mi sembra fantascienza perché la serie B, che in questi anni ha fatto di tutto per ridurre il numero di squadre, dovrebbe accettare di vedere un campionato con almeno 22 formazioni».

Che cosa si deciderà?

«Sinceramente non lo so. Se si deciderà di giocare, lo faremo, magari a porte chiuse ma non ci potrà essere la certezza assoluta di farlo in totale sicurezza. «Poi negli spogliatoi e in pullman non si riuscirà mai a rispettare queste norme. In più se dovessimo giocare oltre il 30 giugno ci saranno problemi legati ai contratti dei giocatori e ai tesseramenti che dovranno essere risolti. Non è certamente una decisione facile da prendere. Arriverà dall’alto e noi ci adegueremo». —

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