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La stagione stregata di Macca «Voglio ripartire con l’Arcetana»

Nicolò Rinaldi
La stagione stregata di Macca «Voglio ripartire con l’Arcetana»

Superato l’infortunio, il difensore non è tornato in campo a causa dello stop «Dubito che si torni a giocare, mai io punto a vestire ancora questa maglia»

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scandiano

Il cammino agonistico di Christian Macca nella stagione 2019/20 è terminato in modo rapidissimo, ben prima dell’emergenza Coronavirus.

Lo scorso 8 settembre, in occasione del 2° turno di Eccellenza, l’Arcetana si è imposta per 1-2 sul campo della Folgore Rubiera San Fao: tuttavia, proprio durante l'atteso derby, il difensore biancoverde si è pesantemente infortunato in seguito a un casuale scontro di gioco.

«Ho riportato la rottura del crociato anteriore destro e la lesione di entrambi i menischi - ricorda Macca -. L’intervento subìto a Verona nel mese di novembre è andato molto bene, così come la riabilitazione: le potenzialità del ginocchio sono recuperate, e ora mi tengo in forma a casa con cyclette e tapis roulant».

Crede che il calcio dilettanti potrà ripartire in maggio o giugno?

«Non penso che saremo in grado di ricominciare in tempi così brevi. Qui si tratta infatti di salvaguardare la salute di atleti e tecnici, ma non solo: io porrei l’accento pure sui tanti dirigenti e volontari delle varie società, persone che spesso hanno almeno 60 anni. Inoltre, giocare a maggio o giugno comporterebbe un’interminabile serie di recuperi: un ritmo da professionisti, che difficilmente le realtà dilettantistiche potrebbero sostenere».

Se l’annata 2019/20 non riprendesse più, come si dovrebbe procedere con promozioni e retrocessioni?

«Purtroppo, non esiste una strada che metta d'accordo tutti: dunque bisognerà solo accettare le scelte del Comitato regionale Figc, augurandoci di ritrovare presto la tranquillità a ogni livello. Non lo dico perché l’Arcetana sarebbe comunque salva, ma perché l’emergenza sanitaria fa passare in subordine ogni tema legato alle norme del calcio».

È d’attualità il tema Sdei rimborsi spese per giocatori e allenatori: Fabrizio Tagliavini, ds della Folgore, ha prospettato una riduzione di oltre il 50% rispetto alle cifre attuali. Che ne pensa?

«Il mondo produttivo è atteso da tempi duri sotto l'aspetto economico, e il nostro ambiente sportivo avrà il compito di adeguarsi. In questa fase, il calcio non può essere in cima ai pensieri individuali e collettivi: di conseguenza, eventuali revisioni al ribasso non devono far gridare allo scandalo. Al tempo stesso c'è sempre il rischio che alcuni club approfittino della situazione, proponendo tagli non per necessità ma soltanto per fare cassa: d'altro canto è un pericolo a cui non voglio pensare troppo, confidando sul buon senso che anima la quasi totalità degli addetti ai lavori».

Lei cosa farà in futuro?

«Punto a proseguire l'esperienza in biancoverde, e la dirigenza ha dimostrato di condividere questa mia volontà: dunque, credo proprio che resterò all’Arcetana anche la prossima stagione». —



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