Sicurezza e stipendi, i nodi da sciogliere in serie C
Su questi temi si gioca la scelta sulla ripresa del campionato a cui molte società, tra le quali la Reggiana, restano contrarie
Andrea Munari
REGGIO EMILIA
Il ritorno in campo, con date certe e in condizioni di sicurezza, ma anche il tema degli stipendi dei calciatori in questi mesi di stop forzato a causa dell’emergenza legata al Coronavirus. Sono questi i due temi che da diverse settimane sono sui tavoli delle diverse Leghe del calcio, dalla Serie A fino ai dilettanti e anche dell’Aic, molto attenta a quello che potrà succedere in questi mesi ai calciatori, soprattutto nelle serie minori. Il presidente federale Gabriele Gravina ha ribadito come data ipotizzabile per la ripartenza della Serie A domenica 17 maggio e, di conseguenza, si deciderà che cosa fare anche con i campionati delle serie minori, con la concreta possibilità che - qualora si torni in campo - si debba finire la stagione entro l’inizio d’agosto.
Non è però garantito che se dovesse ripartire la massima serie del calcio italiano sarà così anche per le categorie inferiori, visto che il Consiglio Federale potrebbe decidere anche di chiudere anticipatamente gli altri campionati.
E questo è quello per cui spingono molte squadre soprattutto in Serie C, dove la ripartenza sarebbe di certo molto complicata viste le 60 squadre coinvolte. Il presidente dell’Aic Damiano Tommasi però nei giorni scorsi si è detto molto preoccupato per la situazione della Lega Pro, indicando come in terza serie ci siano «presidenti che vogliono fermarsi per chiudere i conti adesso e non pagare chi deve essere pagato, cercando di avere dal sistema le risorse per coprire eventuali perdite legate al momento che viviamo». Il rischio più grosso in terza serie infatti - come ribadito anche dal presidente Ghirelli - è che questa situazione di emergenza si ripercuota poi sulla prossima stagione, con molte squadre che si vedranno costrette a chiudere.
Il tema degli stipendi però resta molto caldo in Serie C, dove le cifre percepite dai calciatori non sono di certo paragonabili a quelle dei giocatori di Serie A.
Proprio ieri e proprio dalle colonne della Gazzetta, l’ex granata Andrea Fiumana oggi consigliere dell’Aic ha espresso l’auspicio che «non siano solo i giocatori a fare dei sacrifici, ma che venga istituito un fondo di garanzia delle società, delle leghe e del governo, a fronte di una riduzione degli stipendi, per coloro che non rientrano nell’eventuale cassa integrazione in deroga». Una risposta definitiva a tutti questi interrogativi potrebbe arrivare il 9 aprile, quando si riunirà il Consiglio Federale. Venerdì infatti verranno prese in considerazione tutte le possibilità e in particolar modo la situazione della Serie C dove, moltissime squadre hanno già richiesto la fine anticipata del campionato. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
