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«Ho creato il Team Gbo per crescere i talenti in erba»

Aldo Spadoni
«Ho creato il Team Gbo per crescere i talenti in erba»

Dal Mondiale di motocross ai campioni di domani, il viaggio di Matteo Bonini L’ex pilota carpinetano è dal 2015 che fa scuola alle giovani generazioni

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carpineti

Il carpinetano Matteo Bonini da grande motocrossista che ha gareggiato tanti anni nel Mondiale e nel 2008 nello stesso team del pluricampione mondiale Antonio Cairoli, ora è il responsabile del Team Gbo.

Bonini come è nato il suo team?

«Il team è nato a Carpineti, nel 2013 come pilota nel mondiale si faceva fatica a trovare un team a caso e l'idea è stata quella di cercare qualche sponsor per continuare in autonomia. Due anni dopo alcuni ragazzi mi hanno chiesto di far parte della squadra gare ed è iniziato il nostro percorso».

A quel punto cosa ha pensato di fare?

«Vista l'esperienza acquisita e la passione, l'idea di fare scuola mi allettava, i ragazzi si trovavano bene e tutto è cominciato così. Con gli anni piloti e sponsor aumentavano e sono arrivato ad un bivio: dovevo scegliere tra continuare la mia carriera nel Mondiale o gestire il team; ho scelto la seconda, crescere nuove generazioni era una stimolante sfida».

In questa stagione che piloti ha all'interno del team?

«Seguo Alberto Elgari anche se è tesserato Moto Club Regnano, Mattia Cineroli nella classe 250cc e Andrea Zanotti di San Marino sempre nella 250: quest'ultimo poteva puntare al campionato europeo, ma si è infortunato. Da gennaio ho assunto tre meccanici ed ho aperto un'officina clienti, sempre a Carpineti, dove prepariamo e ripariamo le moto; ci occupiamo un po’ di tutto nel settore delle moto. In questo periodo di stop, l’officina resta comunque aperta, anche se l’attività del team è ferma».

Parliamo di allenamenti, come si preparano alle gare i suoi piloti?

«Adesso siamo fermi ma il problema degli allenamenti esiste a prescindere dall’epidemia. In zona non ci sono tantissime piste; andiamo a Castellarano e Savignano, ma comunque ti devi spostare sempre facendo almeno un'ora di strada».

Quali risultati avete ottenuto?

«Tante vittorie a livello regionale, l'anno scorso Elgari ha conquistato il terzo gradino del podio all'italiano mini-cross. Quando gareggiavo io ho vinto l'Italiano Supercross, arrivando secondo in quello motocross».

Qual è la caratteristica principale richiesta a un pilota in questo sport?

«Il motocross è uno sport duro, dove bisogna allenarsi tanto, occorrono sacrifici e non ti puoi mai accontentare. Oggi purtroppo tanti ragazzi arrivano agli Italiani, fanno un buon risultato e si accontentano, fermandosi lì». —





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