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Lo Sporting Cavriago dice no a un colpo di spugna su tutto

Luca Cavazzoni

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Luca Cavazzoni

CAVRIAGO

«Pensiamo ai problemi di salute che hanno stravolto la vita quotidiana, poi ci saranno da valutare gli impatti della crisi economica e lavorativa. Se imboccheremo la strada corretta, allora in futuro ci sarà poi anche la possibilità di tornare a fare calcio». Mister Francesco Montecchi è stato fermato sul più bello, con il suo Sporting Cavriago in cima alla graduatoria del girone D di Seconda Categoria, ma subito chiarisce: «Non parlo per interessi di classifica nostri personali. Tra campionato e coppa noi abbiamo giocato 25 partite, non troverei del tutto giusto che si facesse finta di niente». Una cavalcata emozionante da autentica rivelazione stagionale per i biancoblù, ma che ora rischia di essere spazzata via dall'emergenza del Coronavirus.

«È dal 18 Agosto che degli straordinari ragazzi si sono tuffati in questa avventura con il massimo impegno - afferma Montecchi - e sarebbe un po' assurdo dire che non è successo niente. Il gruppo ha raccolto tante soddisfazioni, che ora non possono essere cancellate. Sarebbe il giusto riconoscimento per la società, a me farebbe in particolare piacere per il nostro presidente Antonio Cesare Mola. Poi capisco che sono discorsi complicati, ma ritengo che in Federazione ci siano le persone giuste per fare le necessarie valutazioni. L'annullamento sta purtroppo diventando un ipotesi molto seria, ma credo sia impossibile chiudere una stagione senza promozioni e retrocessioni. Magari si potrebbe evitare di assegnare titoli, andando a creare una graduatoria finale per futuri ripescaggi. Evitare invece le retrocessioni potrebbe essere un'altra possibilità, io accetterò qualsiasi tipo di decisione. Per chi dovrà pronunciarsi non sarà facile, ci saranno comunque dei malcontenti».

L'ultimo impegno ufficiale dello Sporting Cavriago è datato 23 Febbraio, poi il calcio dilettantistico è scivolato sempre più in fondo alla lista delle attuali priorità. Per un eventuale ripresa della stagione, ecco che i biancazzurri avrebbero già elaborato un proprio piano d'azione.

«Fino a trenta giorni di stop se i giocatori sono bravi riescono a mantenersi in condizione anche lavorando da casa - spiega Montecchi - ma ora che siamo andati oltre ci sarebbe da rifare una preparazione. Troppe partite in poco tempo esporrebbero al rischio infortuni, per questo noi avremmo già deciso che nel caso attingeremmo dalla Juniores provinciale. Le attività giovanili sono già certe di restare ferme, quindi potremmo avere più energie a disposizione. Più che la domenica che è sempre caratterizzata dalla tensione del risultato, a me manca la settimana. E lì che mi piace lavorare, quando c'è da preparare ed organizzare».

Da capolista lo Sporting Cavriago stava inseguendo un sogno che in estate era impensabile, riuscendo per ora a mettersi dietro le altre corazzate del torneo. «Non so come sarebbe andata a finire, ma mi sarebbe piaciuto giocarmi questo rush finale. Se ripartissimo avremmo valori azzerati, tutto sarebbe stravolto. Ma come noi, anche le altre hanno il diritto di recriminare. Il Progetto Montagna è anche alle fasi regionali di Coppa, un'ottima squadra è pure il Santos. Ci avevo azzeccato pure sullo United Albinea - ricorda Montecchi - che ha puntato sul blocco del ViaEmilia che era retrocesso e poi in attacco ha preso degli elementi di categoria superiore». —

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