Lo stop al campionato costa alla Grissin Bon quattro incassi record al Pala di via Guasco
Ora i rimborsi degli abbonamenti dipenderanno dalle decisioni che prenderà il gestore Viva Ticket
Adriano Arati
REGGIO EMILIA
Prove di solidarietà biancorossa? Dopo l’ufficializzazione della fine del campionato di serie A, la Grissin Bon e tutte le altre società del campionato hanno iniziato le manovre per concludere formalmente la stagione, regolando le questioni in sospeso.
Una delle principali è quella degli abbonamenti: i 3.111 tifosi che avevano sottoscritto la tessera annuale non hanno potuto assistere a sei gare casalinghe, fra cui alcune attesissime, come il ritorno a Reggio di Max Menetti fissato in origine il 4 aprile. Sei assenze su un totale di sedici, poco meno di un terzo. La gestione degli abbonamenti è in gran parte in mano a VivaTicket, che in serie A cura le procedure di quindici squadre su diciassette.
Tutte le possibilità, dai rimborsi alle cancellazioni, sono al vaglio dei vari consulenti legali e fiscali, i club in questa fase rimangono in attesa di chiarimenti per poi valutare eventuali percorsi tarati sul proprio contesto.
Nel mondo degli appassionati del basket reggiano, per ora, non sembra esserci grande tensione al riguardo. Anzi, da più parti sono uscite ipotesi di sostenere la società biancorossa non facendo nessuna richiesta di rimborso, a prescindere da quali saranno le indicazioni nazionali. Molti abbonati hanno già annunciato di voler portare avanti questa scelta, così da sostenere Pallacanestro Reggiana evitando ulteriori uscite di liquidità. Questo, appunto, al netto di quella che sarà la strada indicata da VivaTicket e poi dalle varie dirigenze. È chiaro a tutti i sostenitori come la sospensione anticipata del torneo è una mazzata pesantissima dal punto di vista economico, perché toglie gli incassi dei sei match casalinghi rimasti e perché – inevitabilmente – andrà a incidere sulla questione sponsorizzazioni. Il tutto nella stagione più delicata della storia recente di Pallacanestro Reggiana, quella in cui Stefano Landi ha annunciato la volontà di passare definitivamente la mano e cedere la proprietà. In questo clima non si registrano per ora richieste alla società da parte dei tifosi. Il quadro generale, non sportivo, è d’altronde ben chiaro a tutti, e sino a due giorni fa le varie leghe hanno cercato di tenere viva la speranza di una ripresa. Solo ora è possibile fare ragionamenti concreti, basati su certezze. Per qualche dettaglio in più, si dovrà quasi sicuramente rimandare ai giorni dopo la Pasqua. Di sicuro, le sei partite perse rappresentano uno squarcio difficile da ricucire. In via Guasco, la Grissin Bon avrebbe dovuto affrontare Pesaro, Sassari, Milano, Treviso, Brindisi e la Fortitudo Bologna. Nella lista, vi sono almeno quattro impegni da botteghini pieno. Prima Sassari, storica e tutto sommato amata rivale guidata dall’icona Pozzecco, e poi la Milano piena di stelle con coach Messina. Il 4 aprile era la data più attesa in assoluto, per la prima volta Max Menetti sarebbe entrato al PalaBigi da avversario, con la sua Treviso. Pienone garantito. E pure la sfida con la Fortitudo all’ultimo turno prometteva bene: un derby sentitissimo, una tifoseria ospite che si muove in massa e, magari, obiettivi da raggiungere. Superare quota quattromila presenze non sarebbe stato difficile. Poi è arrivata la pandemia. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
