Nervi tesi e accuse pesanti fra l’ad della Virtus Bologna e il presidente di Sassari
reggio emilia
Nervi tesi ai piani alti.
Nelle ultime due giornate, alcuni dei più influenti dirigenti del basket italiano si sono scambiati punture a distanza più o meno velate, legate alle conseguenze della chiusura dei campionati di vertice e, in particolare, alle eventuali assegnazioni di titoli, dallo scudetto alle promozioni.
Mercoledì Stefano Sardara, presidente di Sassari e referente della formazione di Torino impegnata in A2 ha parlato di un danno medio per le società pari al 40% del fatturato. E si è lamentato del «danno sportivo» patito da Torino, in testa al girone Ovest dell’A2 al momento dello stop.
Parole non gradite da Luca Baraldi, ad della Virtus Bologna, la società che più di tutte avrebbe voluto un altro sforzo per tenere vive le possibilità di riprese. «La nostra aspettativa era quella di non avere fretta, di non vanificare sacrifici ed investimenti di questa stagione, che sono stati tanti e importanti», è il commento di Baraldi. Condito da rimpianti: «Si poteva ricominciare la nuova stagione concludendo questa. Ieri la Lega non ha assunto nessuna decisione, la FIP ha deciso senza nessuna considerazione diversa dalla Lega. Infine, una replica indiretta a Sardara: Sono rimasto perplesso quando ho sentito un presidente di una società di serie A dichiarare che, essendo un’altra sua squadra prima in A2, vorrebbe la promozione. Ieri nella riunione della LBA questo presidente non l’ho sentito». La chiusura è ancora più acida, e suggerisce una motivazione alla fretta di alcune realtà nel voler mettere la parola fine all’annata: «Capisco che chiudere per alcuni club significa avere la scusa per non pagare più i giocatori». —
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