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Nodo contratti Trattative serrate fra club e agenti

Adriano Arati
Nodo contratti Trattative serrate fra club e agenti

Nessun accordo fra Pallacanestro Reggiana e giocatori Sul piatto c’è un quinto della retribuzione annuale

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REGGIO EMILIA

Entrano nel vivo le discussioni contrattuali fra Pallacanestro Reggiana, giocatori e allenatori.

L’annuncio ufficiale sulla conclusione forzata della stagione della serie A porta con sé la necessità di negoziare gli accordi siglati a inizio anno con gli atleti e con lo staff, tutti con scadenza al 30 giugno, come da prassi consolidata per la pallacanestro professionistica italiana.

La Grissin Bon ha giocato la sua ultima partita il 9 di febbraio, a Pistoia, nelle settimane seguenti era già in calendario la sosta pensata per lasciare spazio alle Final Eight e alle Nazionali e solo a inizio marzo si sarebbe dovuto riprendere, prima dell’interruzione causata dall’avanzare dell’emergenza. Sulla carta, sono quindi quattro i mesi in cui giocatori e atleti non hanno potuto svolgere al pieno la loro attività professionale, ovviamente non per loro scelta e loro mancanza.

Da un punto di vista “aziendale” il tema si pone, ed è stato discusso a livello globale, in ogni campionato professionistico, dalla Nba alle squadre di Champions League e giù a scendere.

La società biancorossa ha iniziato a ragionare con i vari rappresentanti degli atleti e dei tecnici sotto contratto, prima di accelerare e fare proposte concrete però i dirigenti preferiscono attendere le consultazioni e le indicazioni generali che arriveranno dalla Giba e dall’Usap, le rappresentanze sindacali rispettivamente di giocatori e allenatori italiani. Altri club hanno preferito precorrere i tempi cercando transazioni dirette, senza aspettare gli sviluppi nazionali, Pallacanestro Reggiana vuole invece capire quale sarà lo scenario generale e poi da lì muoversi per trovare un accordo il più possibile condiviso e similare per i tesserati.

I tagli rispetto agli accordi originari potrebbero muoversi attorno a un quinto del compenso totale, più o meno, anche se potrebbero comunque entrare nel gioco varianti legate a singole contingenze.

Per ora, i giocatori continuano tutti a vivere nelle residenze messe a disposizione dalla società ad inizio annata, e sono seguiti sia nelle proprie eventuali necessità domestiche oltre che nel lavoro di mantenimento fisico impostato ormai un mese fa assieme al preparatore atletico Matteo Del Principio.

Una volta arrivati a una soluzione, alcuni elementi potrebbero decidere di lasciare Reggio, il discorso vale principalmente per i due stranieri rimasti, Johnson-Odom e Owens. Il ritorno negli Usa, però, comporterebbe una quarantena di due settimane prima di rivedere amici e famiglie, e attualmente gli States sembrano nel pieno del picco di contagio. Anche queste valutazioni conteranno.

Un’altra partita da affrontare è quella dei tesserati che hanno lasciato Reggio senza autorizzazione, Upshaw e Cherry. Scelta umanamente giustificabile, e Pallacanestro Reggiana non ha certo alzato palizzate, adesso che la stagione però è finita sul serio si dovrà ragionare su quella che viene ravvisata come violazione unilaterale degli obblighi contrattuali. —





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