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Casoli, allenatore della Rebasket «Ripartiamo da una serie C unica»

r.b. .

Il tecnico del club castelnovese sposa in pieno l’idea di unificare Gold e Silver «Dubito ci saranno le condizioni per mantenere due categorie»

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castelnovo sotto

La lotta salvezza della Rebasket è stata interrotta quando i reggiani erano terz’ultimi con 10 punti.

La società di Castelnovo Sotto ora può iniziare a pensare al futuro partendo dalle basi poste quest’anno.

«Questa stagione rappresentava una ripartenza basata su tanti giovani - conferma l’allenatore Nando Casoli -. Credo di aver ricevuto buone indicazioni, i ragazzi sono cresciuti tanto negli scorsi mesi. Ora dovremo valorizzare il lavoro svolto in palestra e sono certo che l’esperienza maturata quest’anno, ci permetterà di fare meglio nel prossimo campionato».

Come si sta senza basket?

«Mi manca la palestra, avevo un gruppo davvero ottimo dal punto di vista umano. Dei bravissimi ragazzi...».

Ritene corretta la decisione di fermare tutto?

«Direi che a livello federale è stata presa la decisione più logica e congelare promozioni e retrocessioni è al cosa che scontenta tutti equamente. L’unica squadra che meriterebbe davvero di essere promossa è quella di Scandiano di serie D. La loro supremazia era chiara e provata sul campo».

Come si ripartirà?

«Se la federazione vuole che il movimento riparta, dovrà essere pronta a dare una mano con forti sconti e togliendo qualche balzello. Le società in questi anni sono state munte per bene, adesso è tempo di restituire qualcosa di quello che è stato preso, per il bene di tutto il movimento».

Come le sembra la proposta di alcune società laziali di permettere a chi è in uscita dalle giovanili di restare un anno in più e mantenere gli stessi Under?

«Credo che non sia né un problema né una priorità: se un ragazzo è forte, vien fuori comunque».

Cosa ne pensa dell’ipotesi di una serie C unica?

«Non solo mi piace l’idea, ma auspico che si realizzi. Non credo ci saranno le condizioni per due categorie e forse nemmeno così tante squadre. Magari farei due gironi, uno emiliano e uno romagnolo per evitare lunghe trasferte che fan lievitare i costi, poi playoff incrociati». —

r.b.

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