«Azionariato popolare e rinuncia ai rimborsi per sostenere il club biancorosso»
Fra ringraziamenti e timori per il futuro della società le reazioni dei supporters reggiani al messaggio del patron
reggio emilia
Un mare di ringraziamenti increspato da onde di timori e di gesti di buona volontà.
La lettera aperta di Stefano Landi alla sua Pallacanestro Reggiana ha agitato le acque del tifo biancorosso come pochi altri eventi in questo periodo. Giusto quanto inevitabile, perché i pensieri del proprietario suonano per tanti come il congedo definitivo alla squadra che ha tenuto viva per vent’anni abbondanti, ormai, resistendo nei giorni più complessi e non lesinando sforzi e denari nelle stagioni più radiose, quelle delle indimenticabili finali scudetto e delle cavalcate in Europa. Tanti appassionati hanno sempre coltivato la speranza che Landi, alla fine, tornasse sui suoi passi, e questo auspicio è ancora presente in molti. Lo scenario complessivo segnato dall’emergenza sanitaria genera però parecchie incertezze, sull’oggi come sul domani, interrogativi che lo stesso Landi pone nella sua missiva.
Adesso, però, è il momento degli omaggi, affidati ancor più di prima ai social, visto che i capannelli fuori da via Guasco e nei locali della zona sono per ora un miraggio.
«Pelle d’oca! Sentire la voce del nostro patron a supporto di immagini di successi, di condottieri, della nostra città, è da brividi», commenta una tifosa biancorossa non celando la propria commozione.
Altri guardano già avanti: «Bellissimo messaggio, equilibrato ma “ pieno” di cuore e di speranza per il futuro della Pallacanestro Reggiana, del basket e delle nostre comunità. Sono certo che non ci lascerai se non dopo aver assicurato un futuro alla nostra squadra. Grazie di cuore».
Stessa lunghezza d’onda per una testa quadra traslocata in Catalogna: «Un grazie è stra-doveroso! Ma per parlare solo un secondo di basket, credo e spero di sbagliarmi, che non sia così facile, vista la situazione attuale, trovare qualcuno in grado di prendere in mano la pallacanestro Reggiana. Comunque vada sempre Forza Reggio. In tutti i campi».
Grazie continua ad essere la parola del giorno, sentimento di gratitudine spesso legato, ancora una volta, alle riflessioni sul futuro: «Grazie patron. Vi sarebbero molte parole da dire a suo favore, ma credo che un grazie sentito e dal cuore valga più di mille parole. Il basket a Reggio deve resistere e spero che le soddisfazioni di questi anni possano continuare anche con lei». Per chi vuol già guardare avanti, è poi il tempo delle proposte, come quelle di creare una parte di base societaria partendo dai sostenitori “comuni”: «A quando anche a Reggio Emilia il trust dei tifosi?», è la domanda.
Un altro argomento che tiene banco è quello degli abbonamenti, visto che sulle sedici gare pagate i proprietari delle tessere annuali hanno potuto fruirne solo dieci prima dello stop di fine febbraio, poi prolungato sino alla settimana appena conclusa, quella in cui la cancellazione definitiva dell’annata è diventata amaramente realtà.
La questione dei rimborsi per i pacchetti stagionali è ancora da definire nei dettagli a livello nazionale, in serie 15 squadre su 17 si affidano a VivaTicket e si aspettano quindi indicazioni collettiva. A prescindere, l’idea di parecchi abbonati è quella di non chiedere nessun ristoro: «già hanno avuto tante perdite, tutte le partite di cartello di marzo e di aprile sono state cancellate, quando tornava Menetti il Bigi era pieno, di sicuro. Io non chiederò nulla, penso che non l’avrei fatto neanche in un’altra stagione. Landi non lascerà debiti, ma se vogliamo che ci sia ancora una squadra è meglio che tutti diamo una mano, anche nel nostro piccolo», riflette un abbonato storico sul proprio profilo social. —
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