Gazzetta di Reggio

Sport

pallamano 

Fanton, da Casalgrande all’A2 francese: «Qui si continua a giocare»

Nicolò Rinaldi

Nel 2018 è stata tra le protagoniste della corsa scudetto «Un pezzo del mio cuore resta biancorosso, potrei tornare» 

3 MINUTI DI LETTURA





Casalgrande

Anche se la sua permanenza biancorossa è stata breve, Irene Fanton ha saputo rendersi popolarissima tra il pubblico di Casalgrande: approdata alla Padana nel novembre 2018, il suo contributo si è rivelato di primaria importanza per permettere alla formazione ceramica di inseguire il tricolore fino all'ultima giornata dei play off. A seguire, in estate la blasonata centrale veneta ha salutato l'Italia per approdare nell'A2 francese: il suo talento è emerso anche nelle file dell'Hac Le Havre, ma ora il Coronavirus rischia di stoppare pure la pallamano d'Oltralpe.

«La situazione generale si presenta analoga a quella italiana – spiega la Fanton –. Per ora in Francia c'è soltanto qualche restrizione in meno, soprattutto a Le Havre che non rientra tra le città più colpite».

In Italia, la Figh ha già dichiarato conclusa la stagione pallamanistica: resta solo qualche spiraglio per i play off scudetto, che però non riguardano la Casalgrande Padana. Come si è comportata la Federazione francese?

«Dal punto di vista ufficiale, le categorie professionistiche come l'A2 femminile non sono ancora chiuse. Fino a pochi giorni fa l'intenzione era quella di finire i campionati a ogni costo, giocando ogni tre giorni fino al termine di giugno: tuttavia, lo stop definitivo appare ormai imminente».

Come è andato il vostro percorso agonistico?

«Abbiamo raggiunto gli spareggi promozione con due turni di anticipo, e la crescita della squadra è andata di pari passo con la mia personale: sono infatti riuscita a collocarmi tra le cinque migliori realizzatrici del nostro girone».

Quali sono le differenze tra la pallamano transalpina e quella italiana?

«Qui c'è un livello molto alto, decisamente superiore rispetto all'Italia. Poi, il seguito da parte del pubblico: nel caso del Le Havre, basti pensare che in genere ciascuna gara casalinga è seguita da una platea di almeno 2000 persone».

Seppure a distanza, lei ha seguito il cammino agonistico della Casalgrande Padana nella serie A1 2019/20?

«L'ho seguito con molta partecipazione, osservando pure i video delle varie partite. So che le mie ex compagne di squadra sono un po' rammaricate per i risultati ottenuti, e lo stesso vale per me: tuttavia stiamo parlando di una squadra mediamente giovane, che peraltro l'estate scorsa ha subìto forti cambiamenti. Quindi, era inevitabile che sarebbe servito un po' di tempo per ingranare la marcia: in questi mesi la Padana ha comunque aumentato il proprio bagaglio di esperienza, e si tratta della giusta base per ritrovare presto una continuità di risultati positivi nella prossima annata».

C'è speranza di rivederla con la maglia casalgrandese?

«Intanto resterò al Le Havre, con cui ho già firmato: se l'attuale stagione sarà bloccata definitivamente noi non saremo promosse, ma ciò vorrà dire che l'ascesa in massima serie sarà un chiaro obiettivo della prossima stagione. Per quanto riguarda il futuro più a lunga distanza, non escludo un rientro in Italia: magari proprio a Casalgrande, perché un pezzo del mio cuore resta biancorosso». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google