Il Città del Tricolore compie 25 anni
Lo stadio oggi di proprietà del Sassuolo venne inaugurato il 15 aprile 1995 con il tutto esaurito per la partita di serie A tra Reggiana e Juventus. E a distanza di un quarto di secolo Dal Cin accusa Delrio: fu lui ad ostacolare il progetto
REGGIO EMILIA. Per ospitare 24 mila spettatori era stato costruito e 24 mila spettatori contò quel giorno il cassiere. Venticinque anni fa veniva inaugurato con la partita - valevole per il campionato di serie A '94-'95 - tra la Reggiana di Enzo Ferrari e la Juventus di Marcello Lippi. Per la cronaca finirà 2-1 per i bianconeri (doppietta di Roby Baggio e gol su rigore per i granata firmato da Padovano).
Costruito ex novo (la prima pietra venne posata il 25 settembre 1994) e consegnato in meno di otto mesi, il Giglio era un vero e proprio gioiello: uno stadio all'inglese da 29 mila posti, alla periferia della città e a ridosso della A1, con un binario che conduceva i treni dei tifosi direttamente dalla stazione all'ingresso del settore ospiti.
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Già allora le dotazioni erano almeno 10 anni avanti con tornelli agli ingressi che si aprivano con schede magnetiche, la moviola in panchina e il settore palchi per gli sponsor. Insomma un impianto futurisco da tutti i punti di vista. L’uomo che volle fortemente questo Stadio fu Franco Dal Cin, allora fresco proprietario della Reggiana rilevata in serie A dalla cordata cooperativa che aveva ottenuto lo storico traguardo.
"Il Mirabello - ricorda Dal Cin - era sempre stracolmo di persone, parliamo di circa 14.000 tifosi ogni partita e soprattutto con la squadra in A o in B, questo creava gravi problemi di viabilità alla città. Così per cercare di dare un futuro solido alla società mi venne in mente l’idea di un nuovo impianto. Il sindaco Antonella Spaggiari sposò immediatamente l’idea e si mise a completa disposizione per la riuscita in tempi brevi dell’idea".
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Un progetto avveniristico che prevedeva il mix di sport e attività commerciali dentro l'impianto. Attività che però stentavano a decollare rendendo pesante per la Reggiana la gestione di un impianto così grande e moderno. In pochi anni la gestione dello stadio finì per pesare sulla società fino a farla fallire. Lo stadio finirà all'asta e alla fine verrà acquistato dall'imprenditore Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo.
Di questo epilogo, Dal Cin ancora oggi individua un responsabile: “L’insuccesso della mia iniziativa ha un solo nome ed un solo cognome: Graziano Delrio. Solo uno stolto poteva pensare di mantenere lo stadio senza la parte commerciale. In comune con il gruppo consiliare della Margherità ostacolò per 5 anni l’approvazione della variante per la costruzione del centro commerciale e questo consumò la Reggiana fino a farla morire".
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