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Quarantena reggiana per Angelo Gigli

Nicolò Valli
Quarantena reggiana per Angelo Gigli

Era ospite di Peppe Poeta quando è scattato il lockdown Da quel quel giorno l’ex biancorosso è rimasto in città

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Nicolò Valli / REGGIO EMILIA

«Sarò sempre legato a Reggio Emilia, è la città in cui sono diventato un giocatore importante e non è un caso che quando è scoppiata la pandemia io mi trovassi proprio qui: un vero e proprio segno del destino». La sera in cui è maturata la decisione da parte del governo di vietare ogni spostamento Angelo Gigli era infatti a Reggio, per formarsi come coach. L’ex atleta della Nazionale ha quindi deciso di trascorrere la quarantena col capitano della Grissin Bon, tra piatti prelibati ed allenamenti.

Gigli, com’è la convivenza con Poeta?

«Io e Peppe abbiamo un rapporto che va al di là della pallacanestro, e fare la quarantena non è quindi certo un problema. Lo chef sono io, anche se lui poi è bravo a rimediare con altre faccende domestiche. Cerchiamo comunque di tenerci in attività, seguendo le schede del preparatore Matteo Del Principio. Lui lo fa perché deve, io per non mettere su dei chili».

Ha seguito la Pallacanestro Reggiana quest’anno?

«Quando venivo a trovare Peppe mi fermavo anche a vedere qualche allenamento. La sensazione è che a livello offensivo il talento ce ne fosse i n abbondanza, ma che non si sia mai trovata la quadra a livello difensivo. La difesa infatti va allenata e richiede tempo, mentre in attacco si può anche vivere sul talento. Questa interruzione lascerà comunque interrotto il giudizio sulla truppa di coach Buscaglia».

Giusto annullare la stagione di tutti i campionati o c’erano spiragli di ripartenza?

«Io sono d’accordo. Stare infatti due mesi segregati in casa non è come la pausa estiva dove hai più possibilità di fare movimento. Sarebbe stato pericoloso ritornare a giocare, soprattutto con partite ogni due tre giorni col rischio infortuni. Più che recriminare ancora su questa stagione il focus credo però debba essere già proiettato alla prossima stagione, che sarà l’anno zero per tutto il mondo della pallacanestro».

Stagione che potrebbe vedere il debutto di Angelo Gigli in panchina…

«Ho frequentato il corso, sostenuto l’esame e preso il patentino di allenatore nazionale, che mi dà accesso a tutte le categorie. È chiaro che devo fare esperienza e già nei mesi scorsi ho avuto la fortuna d lavorare con qualche selezione regionale nel Lazio. Cerco di apprendere molto anche da Andrea Menozzi, un vero maestro oltre che punto di riferimento».

Che idea di basket avrebbe?

«Quella che rispecchi la mia idea di giocatore. Poeta per esempio è molto istintivo, quindi genio e sregolatezza; io ero invece un atleta di sistema, che ragionava. La mia pallacanestro sarebbe basata sulla difesa ed ordinata, magari meno spettacolare ma efficace».

Che esperienza è stata giocare in Promozione?

«Diversa, anche se in realtà quando ci sei dentro non noti le differenze. Nel bolognese ho infatti parecchi amici e a me mancava vivere lo spogliatoio, così mi sono riallacciato le scarpe. È una cosa che potrei mantenere anche se dovessi allenare, tanto il lunedì è giorno libero per i professionisti…».

Ricordi in casacca biancorossa?

«Tantissimi, la Pallacanestro Reggiana è infatti la società che mi ha dato di più soddisfazioni. Nella prima esperienza abbiamo vinto lo scudetto Under 20 ed ottenuto la promozione in serie A1. Quando sono tornato, nel 2014, conquistato l’Eurochallenge. Quando entro in “Cassala” e vedo le insegne sento anche un po' miei quei trionfi». —

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