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«Una moto sola e porte chiuse» Idea Ducati per salvare la MotoGp

Matteo Aglio
«Una moto sola e porte chiuse» Idea Ducati per salvare la MotoGp

Il dg Dall’Igna: «Grande disastro. I piloti dovranno ridursi l’ingaggio» 

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IL PERSONAGGIO

Matteo Aglio

La MotoGp è ferma ai box. Il danno non è solo sportivo, ma anche economico. Dorna, la società che gestisce il motomondiale, è un’azienda che fattura più di 300 milioni di euro l’anno e il cui valore (stimato) sfiora i 2 miliardi. Ora pensa a come e quando ripartire assieme a tutte le case costruttrici. A cominciare da Ducati: «Siamo di fronte a un disastro di grandi proporzioni» commenta Luigi Dall’Igna, direttore generale della Rossa.

Che cosa significa per Ducati questo stop?

«Un reparto corse vive di gare, il problema è prima di tutto economico. Non correre significa non ricevere gli introiti che provengono dalle squadre che comprano e noleggiano le moto e i contributi per la partecipazione ai gran premi. Inoltre, dal punto di vista psicologico, è complicato mantenere la motivazione di tutte le persone che lavorano, dai piloti, ai tecnici, ai meccanici».

Non solo le corse sono ferme.

«Il primo sponsor di Ducati Corse è Ducati, che in questo momento ha la fabbrica chiusa, come lo sono molti concessionari. Il mondo delle due ruote in generale soffrirà molto per questa crisi ed è evidente che bisognerà mettere in atto tutte le idee che permetteranno di limitare i costi».

La presenza di Ducati in MotoGp potrebbe essere messa in discussione?

«Nessuno sta pensando a questa possibilità. Ducati è un’azienda solida e robusta e ha alle spalle un gruppo altrettanto solido e robusto».

Una delle proposte è di correre nel 2021 con le moto attuali, almeno per quanto riguarda motore e aerodinamica.

«Sono un tecnico, a me piace progredire. In passato sono sempre stato contrario a tutte le proposte che limitassero lo sviluppo, ma ora le cose sono diverse e Ducati è stata tra i promotori di questa iniziativa. Il nostro futuro si gioca sulla riduzione dei costi».

Anche i piloti dovranno accettare ingaggi ridotti?

«Sicuramente caleranno, le aziende prima di tutto dovranno stare in piedi. Ci sono altre buone idee che in passato ho cercato di contrastare, ma che oggi mi vedono favorevole».

Ad esempio?

«Penso all’utilizzo di una moto unica per pilota in MotoGp. Al momento siamo l’unica categoria che ne ha due e non mi sembra che nelle altre, dalla Moto3 alla SBK, lo spettacolo sia minore. Avere una moto in meno porterebbe a un risparmio importante, a iniziare da quello per i ricambi, non solo per i costruttori, ma soprattutto per le squadre indipendenti».

Ducati ha pensato all’eventualità che il campionato venga cancellato?

«È uno degli scenari possibili e se si vuole gestire correttamente un’azienda si deve avere chiaro in mente il peggiore. Ci abbiamo pensato, ma credo che serva fare tutto il possibile per correre».

A qualsiasi condizione?

«Le tv rappresentano la parte più importante del nostro sport, dal punto di vista economico e non solo. Correre alcune gare senza ospiti e spettatori in circuito, ma trasmettendole significa poter promuovere gli sponsor, raggiungere la maggioranza del nostro pubblico, quindi riusciremmo comunque a salvare l’80% del business legato a questo sport».

Pensa a un numero minimo di gare?

«Direi almeno una decina di gran premi. Sono aperto a tutte le opzioni, tranne quella di correre due gare nello stesso fine settimana, una soluzione con poca attrattiva, anche dal punto di vista televisivo».

Avete già pensato alla squadra per il prossimo anno? Sia Dovizioso sia Petrucci sono in scadenza.

«Penso che in questo momento nessuno abbia fretta di negoziare i propri contratti, né noi costruttori né i piloti. Siamo concentrati a gestire una situazione difficile».

Quanto le è dispiaciuto non iniziare il campionato?

«Ero sicuramente carico, ma il bello è che avevo visto carichi anche miei piloti. A maggior ragione mi dispiace non avere potuto correre in Qatar, perché credo avremmo potuto fare veramente bene. E lo dico in tutta onestà».

Pensa che un campionato con un numero ridotto di Gp possa cambiare i valori in campo alla ripartenza?

«Faccio fatica a capire cosa potrà succedere, sicuramente molto dipenderà dalle piste in cui si correrà, questo farà sicuramente la differenza». —

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