Il Bibbiano San Polo e la crisi «Punteremo sui giovani»
SAN POLO
«Tutti i giorni sentiamo previsioni di ogni tipo e molte di esse hanno generato anche confusione, forse creando troppe aspettative». Il direttore generale del Bibbiano San Polo Gianni Del Rio invita tutti a tenere i nervi saldi e magari, anziché fare pronostici a breve termine, cominciare a progettare il futuro. «Dobbiamo stare tutti più tranquilli e sereni e attendere indicazioni da coloro che conoscono la materia, senza fare progetti e programmi. In questo senso - dice Del Rio - il direttivo del Bibbiano San Polo sta lavorando su una precisa proposta formativa per i nostri ragazzi relativa alla prossima annata calcistica. I problemi, però, non mancheranno: basti pensare solo al problema delle quote che mi auguro tutte le famiglie riusciranno a pagare, quote che senza l’ausilio dei nostri sponsor, già oggi, non bastano a coprire la vita della società. Figuriamoci nei prossimi mesi».
La crisi che si sta già materializzando porterà a delle scelte che in gran parte il Bibbiano San Polo aveva già deciso di fare. «Occorre limitare le spese e gestire bene le risorse. Oggi - spiega Del Rio - posso pensare che uno dei nostri sponsor, per passione, ci possa continuare a dare una mano, ma più avanti temo che qualche “no” arriverà. I nostri sostenitori vanno dal piccolo artigiano alla multinazionale e il contributo di ognuno di essi è fondamentale. Il nostro budget di previsione, che fino ad oggi era annuale, ora diventerà mensile, bimestrale e trimestrale». E, soprattutto se si vorrà continuare ad investire sul vivaio e sugli impianti i tagli ai rimborsi spese dei calciatori saranno inevitabili: «Io - spiega il dg del Bibbiano San Polo - ho sempre pensato che il calcio sia un piacere, una passione, non un lavoro: giocherà con noi chi dimostrerà vero attaccamento alla maglia e ai colori del nostro paese. Il lavoro è un’altra cosa ed è una necessità, il calcio no».
E il vivaio? «Sarà sempre la nostra priorità, ma qualunque società che abbia dalla prima squadra alla Scuola calcio deve essere gestita come da un buon padre di famiglia: trovare i mezzi di cui possiamo disporli e gestirli con oculatezza, cercando di dare ciò che si può, ma non oltre». —
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