«In questo momento per i dilettanti è impensabile un ritorno in campo»
Emore Manfredi si schiera con il collega di Parma, Martini «E se non ci saranno garanzie è a rischio anche settembre»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA
«Chi ha detto che la Federazione di Reggio Emilia non ha il coraggio di esprimersi e prendere posizione?».
Emore Manfredi, delegato provinciale Figc, rigetta così le accuse di chi riteneva la posizione del comitato reggiano troppo attendista rispetto ad altre, Parma in primis.
Il numero uno della Federazione si allinea con quanto pronunciato dal pari-ruolo parmense Romano Martini, ovvero che sarà molto difficile pensare di tornare in campo per concludere l’attuale stagione sportiva: «La parola dilettanti deriva dal latino diletto, che significa divertimento. Questo concetto- spiega Manfredi- basterebbe per far comprendere che la nostra realtà viene dopo la salute, il lavoro e lo studio. Le mie idee concordano con quelle del collega: ritengo infatti che allo stato attuale sia impensabile disputare una partita di calcio, soprattutto per le nostre categorie. Magari in Eccellenza e Promozione qualche società che possa disporre di strutture tali da consentire il distanziamento sociale c’è, ma la maggior parte si troverebbe in grossa difficoltà anche solo a fare allenamento».
Parole che suonano come un macigno, seguite da altre che fanno emergere nuvoloni scuri all’orizzonte: «È inutile fare mille ipotesi su riprese e calendari- continua il delegato- sino a quando non verrà trovato un qualcosa che possa arrestare o limitare l’attacco ai polmoni di questa malattia sarà ben difficile poter fare sport. Escluse le leghe professionistiche che godono di agevolazioni fiscali ed alimentano la quarta industria del paese, nel nostro mondo non è neanche così scontato che si riparta a settembre, perché se una cosa non si può fare non va fatta».
Allora perché non decretare in anticipo la fine dei campionati, permettendo così alle società di organizzarsi per tempo in vista dei prossimi mesi che non si preannunciano certo facili?
«Perché la scelta non dipende da me- illustra Emore Manfredi- Quando a livello nazionale ci sarà infatti una presa di posizione univoca allora potremo tirare delle conclusioni. Io spero che il presidente Cosimo Sibilia, in accordo con il Governo ed il Ministro per lo Sport, emetta un comunicato valido per tutte le federazioni d’Italia».
Annullare tutte le classifiche significherebbe però andare incontro a diversi reclami da parte delle prime classificate, che vedrebbero così vanificati gli sforzi di mesi. Su questo punto il presidente è però molto netto, anteponendo la salute di tutti all’ambizione personale: «È chiaro che nel caso qualcuno si sentirà danneggiato, ma mi auguro che vengano messi dei paletti tali da scongiurare chiunque abbia intenzione di impugnare ricorso nonostante una simile situazione. Il futuro? Sibilia parla del 30% di società a rischio, mi auguro che non sia così, e l’aver ricevuto nei giorni scorsi qualche telefonata da parte di chi sta già programmando il domani del rispettivo club mi fa ben sperare».
Chiusura su un’eventuale riforma delle categorie: «Al momento non è possibile fare alcuna previsione, ma se le carte in tavola dei nostri campionati dovessero però cambiare- termina- valuteremo senz’altro eventuali modifiche al format». —
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