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I 60 punti di Kobe nella sua ultima gara

a.a.
I 60 punti di Kobe nella sua ultima gara

Il 13 aprile 2016 il campione diceva addio alla NBA Record di visualizzazioni per la gara di congedo con Utah

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reggio emilia

Quell’addio così unico, così Kobe Bryant.

In queste settimane di clausura, molti appassionati di sport cercano sollievo alla noia dedicandosi a rivedere partite del passato, sfruttando la proposta massiccia dei canali specializzati. Sul fronte basket Nba, le soddisfazioni non mancano, ma nemmeno i magoni.

Il 13 aprile scorso è tornato prepotente alla ribalta il ricordo del 13 aprile 2016, il giorno dell’ultima gara Nba di Kobe Bryant, nella casa dei suoi Los Angeles Lakers già eliminati dai playoff. Di fronte, gli Utah Jazz, in tribuna l’amico-nemico più celebre, Shaquille O’Neal. Il congedo definitivo del fuoriclasse cresciuto a Reggio e morto il 26 gennaio scorso in un incidente in elicottero assieme alla figlia Gianna non poteva essere normale, con un atleta sempre così competitivo e qualitativo. E le aspettative non vennero deluse. I Jazz, molto più forti, dominarono a lunghi prima che KB24 si accendesse, iniziasse a macinare punti su punti riaprendo il tutto, senza preoccuparsi di forzare. Negli ultimi 3’, Kobe completò la rimonta e, a una manciata di secondi dal termine, suggellò il tutto arrivando a quota 60 punti con ben 50 tiri tentati. 60 punti a poco meno di 40 anni, contro una formazione di prima fascia, nell’ultimo match professionistico della sua carriera. Uno show da Bryant, anche se qualche maligno fece notare che la sceneggiatura era troppo perfetta per essere vera. Ma se pure i rivali avessero tolto il gas, i 60 punti erano da segnare. E, per restare nel lontano Ovest, vale sempre un’antica massima cinematografica: «Questo è il West, quando le leggenda diventa realtà, si stampa la leggenda».

Il 13 aprile 2020 Vanessa, la moglie di Kobe, ha ricordato quell’ultimo match con un video e dei pensieri affidati ai social, in cui sorrideva ripensando alla ferocissima fame di competizione che ha sempre animato il marito, da bimbo come da super campione, erede designato di Michale Jordan.

Una sberla di emozioni che a Reggio, forse più che in altre zone d’Italia, hanno generato una nuova ondata di malinconie e pensieri tristi, inaspriti dal quadro complessivo. Il ricordo di quell’incidente, annunciato nella tarda sera italiana a milioni di utenti increduli, fa ancora tanto male. Rivedere le azioni dell’ultimo valzer da un lato ha inasprito il taglio, dall’altro ha regalato il piacere che si prova ammirando un fenomeno fuori categoria. Unico, famelico e feroce sino all’ultimo tiro. E all’ultima memoria. —

a.a.

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