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«Dalla Juvenilia al college Da agosto vivrò il mio sogno americano»

nicolò valli
«Dalla Juvenilia al college Da agosto vivrò il mio sogno americano»

L’ala reggiana Dafne Gianesini ha giocato negli ultimi anni a Ferrara Dopo la maturità si trasferirà nel campus di Eastern Kentucky 

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la protagonista

nicolò valli

Dalla ginnastica ritmica al sogno a stelle e strisce: è lo “strano percorso” di Dafne Gianesini, ala del 2001 che dalla prossima stagione giocherà nel team del college americano Eastern Kentucky.

La giovane reggiana, figlia del presidente del Basket Tricolore Ivan Gianesini, è infatti stata selezionata dopo essersi messa in mostra in questi anni con la casacca del Vigarano Ferrara.

Responsabile e ambiziosa a dispetto della giovane età, Dafne si racconta lasciando trasparire la felicità per la nuova esperienza. Non prima però di aver sostenuto l’esame di maturità…

Come è nata la trattativa?

«A novembre ho cominciato a ragionare sul mio futuro pensando a quale università avrei potuto iscrivermi. A Ferrara sono all’ultimo anno di liceo linguistico, e adoro l’inglese. Mi piacerebbe fare business e marketing in lingua inglese, ma in Italia non ci sono città con atenei che hanno questo indirizzo e contemporaneamente squadre di alto livello. Ho così allargato gli orizzonti anche all’America, perché so che i college sono sempre alla ricerca di giocatrici europee. Ci siamo messi in contatto con Kentucky, che dopo qualche tempo ha manifestato l’interesse nell’ingaggiarmi per i prossimi quattro anni».

Cosa l’aspetta?

«Dovrei partire per l’America ad agosto, ed i dirigenti del college mi hanno rassicurata sulla possibilità di riuscire a imbarcarsi vista l’attuale situazione. La giornata-tipo dovrebbe essere quella classica del college, ovvero alternando ore di studio e lezione agli allenamenti. Negli Usa non sono mai stata, ma a Ferrara le giocatrici statunitensi mi hanno fatto conoscere qualcosa in più sullo stile di vita».

I suoi genitori hanno reagito positivamente?

«Sono molto contenti, anche per l’aspetto umano oltre che cestistico, perché tengono molto alla mia formazione. Mia mamma non ha mai seguito il basket ed è un po’ preoccupata per la distanza, ma siamo una famiglia che ha sempre viaggiato molto e quindi siamo abituati».

La convocazione nasce dalla crescita mostrata a Vigarano, società che milita in Serie A1 Femminile…

«Devo ringraziare il Basket Academy Mirabello che gestisce il settore giovanile di Vigarano e mi ha portato a Ferrara aiutandomi a crescere fino ad a arrivare ad allenarmi con le atlete di Serie A1. È stata un’esperienza significativa. La città? Ferrara è bellissima, ma Reggio rimane Reggio».

Come ha iniziato a giocare?

«Casualmente. Io ero infatti innamorata della ginnastica ritmica, ma un’estate mio papà e la mia allenatrice mi dissero che la ginnastica non faceva per me, e che forse era meglio provare altre discipline. Dopo qualche mese ho così cominciato a fare qualche allenamento nell’allora Juvenilia: inizialmente non ero convinta, poi mi sono innamorata».

Cosa si aspetta dall’esperienza americana?

«Ho aspettative molto alte: sono consapevole che mi è stata concessa un’opportunità unica, e che avrò modo di imparare moltissime cose. Allo stesso modo so già che dovrò fare numerosi sacrifici».

In questo momento si trova a Reggio: come passa le sue giornate?

«Cercando di recuperare il tempo perduto con la mia famiglia, composta anche da mia sorella che studia a Bologna. Cerco di allenarmi per quello che posso anche se mi manca la palestra, e poi studio. Manca ormai poco alla maturità, affrontarla da casa è una grossa incognita…».

Sogni nel cassetto?

«Finito il percorso al college, i dirigenti provano a lanciarti come giocatrice professionista in Europa: se così fosse sarebbe bellissimo, altrimenti cercherò di sfruttare i miei studi per lanciarmi nel mondo del lavoro, possibilmente in ambito internazionale». —

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