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il talento reggiano 

Il portiere Marco Silvestri nel mirino dell’Inter «Fa piacere ma è presto»

Luca Cavazzoni
Il portiere Marco Silvestri nel mirino dell’Inter «Fa piacere ma è presto»

L’estremo difensore ex Reggiana protagonista in serie A con l’Hellas Verona è pronto per il grande salto 

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Luca Cavazzoni

REGGIO EMILIA

Gioca in Serie A con l’Hellas Verona, ma ricorda la Reggiana come l’esperienza che più lo ha temprato. Ed il suo futuro potrebbe essere in continua ascesa in Italia, ma ci sono anche sirene estere per un suo ritorno in Inghilterra. A raccontarsi è stato Marco Silvestri, portiere originario di Sologno frazione di Villa Minozzo.

L'estremo difensore, anche ex Modena, Padova, Leeds United e Cagliari, si è raccontato al noto editorialista Nicolò Schira, in esclusiva sul canale Instagram di quest’ultimo.

Nato a Castelnovo Monti il 2 Marzo 1991, ha indossato per quasi trenta presenze la maglia granata nella stagione 2011/12.

«L'anno alla Reggiana è stato fondamentale per crescere - ammette Marco Silvestri - tra l’altro in una piazza molto tosta. In città si parla solo della Reggiana, le pressioni sono forti. Per me è stato un anno formativo importante, dopo le esperienze con Under 20 e Under 21. L’impatto con la Serie C è stato tosto, quando non si vinceva le critiche e l’ambiente erano pesanti. Penso di aver fatto un buon campionato, sono contento di quella stagione. Da reggiano è stato anche un anno complicato, perché si parlava sempre di me sia nel bene che nel male. Non è stato facile, ma mi ha temprato nel carattere».

Quel campionato di Prima Divisione di Lega Pro la Reggiana lo chiuse al nono posto, il presidente era Alessandro Barilli. Si partì con in panchina Amedeo Mangone, poi sollevato dall'incarico poco prima di Natale da Lamberto Zauli e da Salvatore Lanna che già giocava in granata e lasciò il campo per affiancarlo alla guida tecnica. Silvestri ha poi ricordato anche le sue origini, compresa la scelta di finire tra i pali di una porta.

«Giocavo con gli amici di mio fratello - racconta il portiere scaligero - ed essendo il più piccolo mi mettevano sempre in porta. Da bambino mi piaceva fare l'attaccante, ma c'era troppo da correre. Così sono andato in porta per fare meno fatica, cavandomela bene. Anno dopo anno mi sono innamorato del mio ruolo, entrando nel settore giovanile del Modena. Non era facile per la mia famiglia, tutti i giorni si facevano 140 chilometri per portarmi agli allenamenti. Ho fatto tanti sacrifici per diventare professionista, è stata lunga».

In Inghilterra ha già giocato tre stagioni dal 2014 al 2017 con il Leeds United (quando una gara di coppa col Norwich andò ai rigori, lui ne parò tre), ma ora sembra nei mirini di Everton, Southampton e dello stesso Norwich. Ma l’indiscrezione più clamorosa è quella delle ultimissime ore, con l’interessamento nei suoi confronti dell'Inter come papabile vice di Samir Handanovic.

«È inutile negarlo - afferma Marco Silvestri - fa piacere essere accostato ad una grande. Noi giocatori anche se non diamo molto peso a queste cose, leggiamo e guardiamo tutto. Adesso è presto per parlarne, per ora c'è l’Hellas Verona e penso solo a quello». —

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