La prima partita della Reggiana? Un pareggio a suon di gol con i cugini della Spal
La prima puntata, pubblicata sulla Gazzetta di Reggio in edicola il 16 aprile, racconta l'alba granata: dall'idea di Taddei ai primi oriundi e ai primi "colpi di mercato"
REGGIO EMILIA. Data di nascita 25 settembre 1919, sotto il segno della bilancia. Denominazione iniziale Associazione Reggiana del Calcio. Prima partita giocata il 19 ottobre 1919 Reggiana – Spal 3 a 3. Colori sociali: ovviamente il granata. Questa sarebbe la carta d’identità della Reggiana che grazie a Severino Taddei, soprannominato “Umberloun”, nasce dalla fusione tra il Reggio Foot-Ball & Cricket Club e l'Audace Reggio.
Lo scenario è quello del primo dopo guerra dove il calcio è ben distante dal professionismo esasperato dei nostri giorni e con i campionati ancora sospesi. La compagine granata inizia la sua storia agonistica nel campionato di promozione 1919/1920, l’allora Serie C, e conquista immediatamente la promozione in Serie B. Nella stagione 1921/1922 viene acquistato un oriundo argentino che diventerà l’unico giocatore della storia centenaria del club a vestire contemporaneamente la maglia granata e quella azzurra della nazionale italiana: Felice Romano.
Centromediano metodista a cui la Reggiana garantiva uno stipendio da capogiro per i tempi: 1.500 lire al mese. Lo stesso Romano con una sua doppietta contro l’AC Mantovana permetterà ai granata di salvarsi nello spareggio per non retrocedere. Sono anni di prestazioni altalenanti che però culminano nella stagione 1923/1924 con la prima storica promozione nella divisione nazionale, il campionato che da li a poco sarebbe diventato la Serie A.
La formazione che sconfigge nello spareggio promozione l’Olympia di Fiume sul campo neutro di Padova è la seguente: Agazzani, Vacondio, Corradini, Marchi, Bezzecchi, Bottazzi, Sereno, Gariglio I, Michelin, Romano, Rasia. In panchina siedeva l’austriaco Karl Strummer. In Serie A l’asticella si innalza inevitabilmente ma nel primo campionato di Serie A la Reggiana, allenata da Severino Taddei conquista un ottimo 8 posto ed una salvezza tranquilla. In quella stagione si affianca a Romano un attaccante di Razza come Powolny.
La coppia gol sarà in gradi di segnare 27 reti. La stagione seguente sarà avara di successi per i granata che retrocederanno in serie B, dopo aver perso anche lo spareggio contro il Mantova. Nel 1927 la Reggiana riesce nuovamente a risalire in Serie A dominando il proprio girone con in panchina nel ruolo di portiere/allenatore Vilmos Zsigmond ed in attacco il reggiano Aigotti che sarà in grado di segnare ben 17 reti.
Dalla seguente stagione cominciano campionati disastrosi per i granata: nel primo, 1927/1928, terminiamo il campionato all’ultimo posto e retrocediamo, ma ci salva la federazione con la decisione di non effettuare retrocessioni. Da segnalare in questa stagione anche il poco lusinghiero record, tuttora imbattuto, della sconfitta più larga della storia granata: 14- 0 contro il Torino.
La stagione seguente segue il medesimo copione ma non c’è la Federazione a darci una mano e la Reggiana si ritrova in B. Complice anche la crisi economica mondiale scatenata dalla crisi di Wall Street dell’ottobre 29 la società si ridimensione e ci aspettano anni difficili. La Serie A rimarrà un sogno per 64 anni ma ancora non lo sapevamo.
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