«Il mio futuro è ancora tutto da scrivere ma posso solo ringraziare la Grissin Bon»
Dal rilancio in biancorosso alla maglia azzurra ritrovata, l’ala Simone Fontecchio stende un bilancio della sua stagione reggiana
L’INTERVISTA
Riccardo Bellelli
La stagione del rilancio per Simone Fontecchio si fermata sul più bello.
Dopo tre anni a Milano con un minutaggio non esaltante (12’ di media) e brillante parentesi a Cremona in prestito a stagione iniziata (minutaggio raddoppiato e circa 10 punti a gara), Simone aveva scelto Reggio per rilanciare la propria carriera
In 21 gare in maglia biancorossa ha sempre avuto un ruolo importante con un minutaggio importante e 11 punti di media con circa il 44% al tiro sia dall’arco che da due punti.
«Sono stati mesi abbastanza positivi - spiega -. Sapevo che all’inizio sarebbe stato difficile perché negli scorsi anni ho giocato poco ma col passare del tempo il mio livello di gioco stava crescendo e nell’ultimo mese e mezzo mi sentivo davvero in forma e trovavo il canestro con regolarità. Peccato che poi si sia tutto fermato».
Cosa ha pensato quando è arrivata la notizia della fine del campionato?
«Mi è dispiaciuto ma eravamo preparati, ce lo aspettavamo».
Il calcio spera ancora di poter giocare in estate. Secondo lei il basket avrebbe potuto attendere ancora un po’ e magari riprendere?
«Direi di no. Il calcio dovrà giocare a porte chiuse, cosa che per le società di basket sarebbe assurdo visto che buona parte degli introiti arriva proprio dai biglietti e dagli abbonamenti. In più già è difficile giocare a maggio nei palazzetti pieni, non oso pensare a come sarebbe una gara di campionato o playoff con le temperature estive».
Si parla di impianti interdetti al pubblico fino a gennaio. Come sarebbe giocare a porte chiuse?
«Giocare senza pubblico fa schifo. Credo non mi capiti da quando ero al minibasket. In più sarebbe un problema a livello economico per i club. Se così fosse, forse, tanto varrebbe partire a gennaio ma star fermi per 7-8 mesi sarebbe devastante. È davvero una situazione complicata».
A proposito della nuova stagione...quando si riprenderà la rivedremo ancora con la maglia della Pallacanestro Reggiana?
«Non lo so. Il mio contratto scade a giugno e il mercato è fermo per le tante incertezze sulla situazione. Io a Reggio mi sono trovato bene, la società mi ha dato tutto, posso solo ringraziarla, ma ancora non abbiamo parlato e sul mio futuro ancora non ho deciso».
In futuro si vede anche in maglia azzurra?
«Quello è sempre l’obiettivo di un giocatore. Ho potuto partecipare a due partite di qualificazione all’Europeo, che abbiamo vinto, ed è stata una grande gioia. Nel mio ruolo c’è molta concorrenza e non sarà facile. Ma ci proverò».
Il momento da ricordare di questa stagione?
«La vittoria contro Trieste all’ultimo secondo dopo una partita brutta e tosta. Mi ricordo la gioia e gli abbracci a metà campo. Una grande emozione».
Cosa le ha dato questa esperienza reggiana?
«Venire qui mi ha fatto bene, avevo bisogno di riprendere fiducia e consapevolezza dei miei mezzi. Il minutaggio alto e il ruolo importante mi hanno aiutato a maturare».
Ora come passa le sue giornate?
«Guardo molta televisione con serie tv e film ma le giornate mi passano abbastanza rapidamente perché ho mia figlia (Bianca, nata in dicembre, ndr) con cui trascorrere il tempo. Con lei la giornata vola».
Riesce comunque ad allenarsi?
«Il preparatore ci ha dato delle schede di esercizi con un programma da seguire. Si fa il possibile negli spazi domestici».
Le manca l’attività agonistica?
«Un po’ mi mancano la quotidianità, le emozioni delle partite, il rapporto con i compagni di squadra, ma grazie a mia figlia, non troppo». —
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