Alvini: «Macché sorteggio, meglio i playoff»
Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, il mister della Reggiana interviene nel dibattito sul futuro della stagione
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA
«Ma come si può pensare che società come il Carpi, il Bari, la stessa Reggiana, che hanno investito risorse importanti in questo campionato, possano accettare che sia un sorteggio a decidere una stagione?».
Massimiliano Alvini ha scollinato ieri il mezzo secolo. Le circostanze hanno fatto sì che l’allenatore granata festeggiasse con la famiglia in Toscana, dove peraltro c’è chi ieri gli ha fatto arrivare la pagina che la Gazzetta ha voluto dedicargli per il compleanno , raccogliendo i ricordi di alcuni giocatori che Alvini ha allenato nella sua carriera. «Questa cosa mi ha commosso, mi ha fatto molto piacere, vi ringrazio» sono le sue prime parole quando lo chiamiamo al telefono.
Poi il discorso si sposta sull’attualità e, in particolare, su quella proposta - uscita nel fine settimana - del Direttivo di Lega Pro che vorrebbe - tra le altre cose - che a stabilire una eventuale quarta promossa oltre alle tre squadre attualmente in testa ai rispettivi gironi della “Terza Serie” fosse un fantomatico sorteggio.
Mister ha sentito? Si parla di sorteggiare la quarta formazione che salirebbe in serie B...
«Non credo si possa anche solo pensare di finire un campionato in questo modo. Tutti gli sforzi fatti finiscono vanificati in un sorteggio? Non credo che sarebbe un modo accettabile».
Allora lei che farebbe?
«Innanzi tutto aspetterei di conoscere le decisioni di chi ci governa e a quelle mi atterrei, perché prima di tutto viene la salute. Quella che stiamo vivendo, ognuno con le proprie sensibilità, non è una situazione normale. e quindi al primo posto delle nostre preoccupazioni deve esserci la salute».
Fatta questa doverosa premessa, tuttavia, se si decidesse che la stagione va finita, lei cosa propone?
«Se si potrà finire - dice Alvini - ovvero se ci saranno le condizioni per riprendere a giocare in sicurezza, allora sarebbe importante tenere conto della volontà delle squadre che vogliono giocare».
E tra queste c’è la Reggiana?
«Certamente. Così come credo che in generale tutte le squadre che hanno investito vorrebbero che fosse il campo a emettere un giudizio».
Se ci si potrà attivare da maggio, quando pensa che si potrà ripartire?
«Con tutte le cautele necessarie si potrebbe ripartire a metà giugno, ovviamente non riprendendo il campionato, ma con dei playoff che comprendano seconde e terze di ogni girone».
E se invece non si potesse tornare in campo?
«Allora si dovrebbe considerare quel che si è fatto nelle partite che si è giocato...».
Argomento scivoloso per la Reggiana che è sì seconda ma ha una partita in più del Carpi...
«Ma a parità di partite nessuno avrebbe il nostro coefficiente. Se infatti contiamo le 26 partite perché sono le partite disputate dal Carpi».
Resta l’incognita sulle condizioni delle squadre quando riprenderanno...
«Ma sarebbe comunque così per tutte le formazioni. Nessuna squadra sarà uguale a quella che si è fermata a febbraio e questo ci metterebbe tutti pari». —
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