Gazzetta di Reggio

Sport

l’intervista 

Anche Stefano Baldini si ferma «per rispetto verso i medici»

Nicolò Valli

L’Olimpionico di Atene che oggi allena i giovani della Corradini Excelsior ha dato loro dei programmi di allenamento da eseguire a casa

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REGGIO EMILIA

Il mondo dell’atletica ha arrestato la propria marcia. Lo ha dovuto fare nel rispetto dei decreti ministeriali che impongono lo stop alle manifestazioni sportive di ogni ordine e grado.

Tutti a casa, dunque, regola valida anche per chi nel 2004 seppe conquistare uno splendido ed indimenticabile oro nella maratona delle Olimpiadi di Atene: Stefano Baldini.

L’ex atleta delle Fiamme Oro, oggi tecnico dei ragazzi della Calcestruzzi Corradini di Rubiera, illustra la situazione della propria società: «Il nostro presidente Marco Benati ha deciso sin da subito di sospendere i corsi destinati ai ragazzi più giovani- spiega Baldini- mentre quelli riservati ai più grandi si sono interrotti l’8 marzo, nel momento in cui la nostra provincia è diventata zona rossa. Con l’autorizzazione del prefetto ho potuto però ugualmente seguire alcuni ragazzi nel giro della Nazionale, che hanno potuto continuare gli allenamenti con sedute individuali e senza fare la doccia. Sono atleti originari di altre zone d’Italia ma che hanno deciso di venire a vivere a Reggio per seguire il loro sogno, ma anche con loro ci siamo poi dovuti fermare e li ho rimandati a casa».

L’allenatore del team rubierese illustra poi il programma che ha dato ai suoi allievi, ribadendo l’importanza della continuità di movimento: «I ragazzi si allenano da casa con rulli e tapis roulant- continua Baldini- mentre chi non possiede questi mezzi si cimenta con la ginnastica a corpo libero. Ho fatto un piccolo calendario settimanale per under 18 ed under 20, facendo fede sulla loro costanza. È importante infatti dedicare un’ora all’attività fisica, senza strafare ma trovando continuità e conciliandola con una sana alimentazione ed un adeguato riposo».

Alla ripresa sarà fondamentale rimanere a distanza soprattutto negli spogliatoi, ed adottare tutte le misure di sicurezza per arginare il pericolo. Più che della possibile trasmissione del virus l’olimpionico reggiano è preoccupato per i riflessi psicologici che questa situazione ha generato: «Il calendario gare è già stato rivoluzionato- continua Baldini- fortunatamente nella pista d’atletica il distanziamento sociale è più facile da attuare, a differenza degli sport di squadra che avranno più difficoltà. Anche se a livello sanitario andremo incontro ad una diminuzione del numero dei contagi, a livello mentale ci saranno strascichi che ci porteremo dietro per parecchio tempo. Io stesso andavo a correre per tenermi in forma, ma ora mi sono fermato nel rispetto di tutte quelle persone che stanno lottando per salvare vite. Sulla ripartenza ci sono diverse incognite, ma ad oggi il futuro del nostro sport è secondario. Ritengo però- chiude Baldini- che la scienza dovrebbe essere molto più avanti, fornendo spiegazioni più chiare in merito». —



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