Calcio, ecco il piano sanitario Inizio 4 maggio? Ipotesi rinvio
Documento presentato al governo. La Lega ritrova l’unità ma con delle condizioni Scoppia la grana Sky che si vede respingere la richiesta di un maxi sconto
Davanti alla richiesta di un sostanzioso sconto avanzata da Sky e alla vigilia dell’ennesimo giorno del giudizio sulla ripresa con il ministro Spadafora, la spesso litigiosa e sempre variegata parrocchia della Serie A ha ritrovato un’unità d’intenti da sbandierare all’esterno. «L’Assemblea di Lega ha confermato, con voto unanime di tutte le 20 Società collegate in video conferenza, l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonché in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori»: questo il messaggio che certifica il fronte comune della Confindustria del pallone.
Una ritrovata unione di comodo, sottoscritta dagli 8 club che si dichiaravano contrari alla ripresa, causata dalla domanda di revisione verso il basso degli introiti televisivi e utilizzata per delegare interamente al Governo l’onere di decretare come e quando riavviare gli allenamenti, destinati a un ulteriore rinvio.
È una Serie A ricompattata nel chiedere la salvaguardia dell’attuale contratto tv e nel definire inaccettabile lo sconto richiesto da Sky «nel solco di un dialogo costruttivo che continuerà alla ricerca di una soluzione reciprocamente utile»: tra i 120 e 150 milioni in caso di ripartenza e intorno ai 280 nell’ipotesi di sipario calato in via definitiva, sempre e comunque con detrazioni e dilazioni da applicare sulle rate della prossima stagione, non sull’entrata già preventivata dalle società dell’ultima rata del campionato attuale.
La mossa strategica dell’unità, pianificata per dribblare eventuali cause per inadempienza, verrà calata oggi anche nel vertice con il ministro Spadafora e la Figc: il mondo del calcio, col suo protocollo, si rimetterà ora all’ultima parola del Governo. Che, molto probabilmente, chiederà ulteriore pazienza: Spadafora, ritenendo prematuro riaprire il 4 maggio, potrebbe rinviare il via libera agli allenamenti per gli sport di squadra al 18 maggio, il che rimanderebbe la ripresa del campionato, con 124 partite da svolgere, a non prima del weekend del 6-7 giugno. Almeno tre i nodi ancora da sbrogliare: attuabilità (messa in discussione da molti medici sociali) del protocollo della Commissione medico-scientifica della Figc, norme di comportamento in caso di nuove positività e chiarezza sui contratti in scadenza il 30 giugno.
Per la Uefa, favorevole al completamento anche con format alternativi dei campionati nazionali e delle coppe, ci sarebbe tempo fino al 3 agosto, ma giovedì il Comitato Esecutivo fornirà alle varie federazioni i criteri da seguire per la compilazione delle classifiche e la designazione delle squadre per le coppe europee in caso di impossibilità alla ripresa. Soluzione di riserva che non è ancora detto non possa servire alla Serie A. —
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