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Cristina Gheorghe ha un sogno «Tornare da coach al Pala Keope»

NICOLO’ RINALDI
Cristina Gheorghe ha un sogno «Tornare da coach al Pala Keope»

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L’INTERVISTA

NICOLO’ RINALDI

Il Csm Galati, formazione femminile della serie A2 romena, è tra le squadre di pallamano più vincenti al mondo.

Quest'anno, l'organico della città al confine con Moldavia e Ucraina ha totalizzato soltanto successi: tra i suoi principali punti di forza c'è il terzino destro Cristina Gheorghe, che il pubblico del Pala Keope ricorda molto bene.

Proprio in questi giorni, la blasonata italo-romena nativa di Slobozia festeggia il 34° compleanno: oltre ad avere numerosi gettoni di presenza con la Nazionale azzurra, dal 2006 al 2008 lei ha vestito la casacca della Casalgrande Padana in serie A1. Sulla panchina biancorossa c'era Keno Sahiti, sostituito per soli tre mesi da Dino Cojocaru.

«I ricordi che mi legano alla Padana sono ottimi - esordisce Cristina Gheorghe - Innanzitutto, eravamo molto affiatate: poi ricordo la serietà della dirigenza, sempre puntuale nel mantenere i propri impegni».

È rimasta in contatto con alcune ex biancorosse di quel periodo?

«Sì, in particolare con Elena Mucci, Pamela Mannias e Marija Lojpur».

È vero che un anno fa lei voleva smettere di giocare?

«Dopo un triennio ottimo in A1 nel Dunarea Braila, sempre qui in Romania, un anno e mezzo fa mi sono infortunata e avevo pensato al ritiro, ma poi il Csm Galati mi ha cercata...».

Capitolo Coronavirus: in che modo si sta regolando la Federazione rumena?

«C'è l'intenzione di completare il campionato a maggio: adesso in Romania siamo tutti chiusi in casa con la massima diligenza, e dunque si spera che questo sforzo collettivo possa ricreare una sicurezza sanitaria in tempi non lunghi».

Come vede la pallamano italiana di oggi?

«In Romania si fa professionismo pure in seconda divisione: viceversa in Italia le professioniste sono appena una piccola percentuale, e quindi è chiaro che il livello sia più basso».

In ottica futura, è possibile un suo ritorno a Casalgrande?

«Intanto, nella prossima stagione continuerò a giocare: nel Csm Galati se saremo in A1, altrimenti si vedrà. A Casalgrande tornerei senz'altro, nelle vesti di allenatrice». —

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