Allenamenti dal 18 maggio? Il calcio aspetta il decreto
Decisione attesa la prossima settimana. Intanto Sportiello è ancora positivo L’obiettivo del Coni è però la ripresa di tutti gli sport nello stesso momento
milano
Tutto rinviato al decreto del Presidente del consiglio che dovrebbe essere promulgato a metà della prossima settimana. A quel provvedimento, che da due mesi regola la vita degli italiani in questa emergenza, sarà affidato anche il compito di stabilire quando potranno ripartire gli allenamenti della Serie A. Lo ha spiegato ieri il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, nel corso della videoconferenza con Figc, Leghe e componenti tecniche (calciatori, allenatori e arbitri). Spadafora ha apprezzato il lavoro dalla commissione della Federcalcio sul protocollo medico che deve cercare di ridurre al massimo il rischio di nuovi contagi tra i giocatori per portare a termine in sicurezza il campionato. Ora si confronterà con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e con il Comitato tecnico scientifico del governo, che finora non era stato coinvolto su questo aspetto. Poi il dossier passerà al premier Conte per la decisione finale.
Durante l’incontro non sono state ipotizzate date. Quindi non ci sono conferme su una possibile ripresa il 4 maggio, che era il momento finora considerato più probabile. Qualche club si augura ancora di poter ricominciare quel giorno in modo graduale. Ma si fa strada un’altra ipotesi: il 18 maggio. In quella data non ripartirebbero solo gli allenamenti del calcio, ma di tutti gli sport in Italia. Ad esempio, Federica Pellegrini potrebbe tornare in piscina o Fabio Fognini su un campo da tennis. Questo è un obiettivo caro al presidente del Coni, Giovanni Malagò, che in queste settimane ha sempre cercato di evitare corsie preferenziali per il calcio.
Una ripresa comune alle altre discipline sarebbe la realizzazione di questa strategia. Spadafora è sulla stessa linea: «Sappiamo benissimo che, per quanto al calcio vado attribuito un giusto valore anche di azienda, lo sport non è solo il calcio, e il calcio non è solo la serie A. Sarò impopolare, ma serve prudenza», ha detto in Senato. Queste frasi però non devono far pensare a un clima di contrapposizione. Per ammissione di tutte le componenti ora il livello della discussione tra calcio e governo è migliorato. E Spadafora sta metabolizzando il ruolo imprenditoriale del calcio. Una ripresa al 18 maggio potrebbe essere il compromesso per ripartire con i tempi giusti secondo tutti i protagonisti. E aiuterebbe anche a diminuire la sensazione di privilegio legata ai tamponi e ai test sierologici per i calciatori. Tra un mese questi esami potrebbero essere disponibili su larga scala, senza differenze tra atleti e comuni cittadini. A quel punto la A potrebbe ripartire il 13-14 giugno, in tempo per finire il 25-26 luglio e consentire alle nostre squadre ancora impegnate nelle coppe europee (Atalanta, Juventus, Napoli, Inter e Roma) di partecipare alla volata di agosto in Europa. Per la ripresa dei campionati servirà un’ulteriore valutazione politica, affidata anche ai virologi.
Fa riflettere, intanto, il caso-Sportiello: il portiere dell’Atalanta, dopo un mese, è risultato positivo al terzo tampone dopo che il secondo era risultato negativo. —
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