Reggio, 2 mesi in più per gestire il dopo-Landi
La scadenza per l’iscrizione slitterebbe al 31 luglio Bocciata l’ipotesi di un campionato diviso in due gironi
Adriano Arati
REGGIO EMILIA
Tempi di iscrizione prolungati, partite a porte chiuse, gironi da ristrutturare, diritti televisivi da ristrutturare. Sono davvero parecchi i temi usciti dall’ultima assemblea di Lega Basket, svoltasi martedì con l’ormai consueta modalità telematica e rivolta alla prossima stagione.
Un’annata tutta da ripensare rispetto al passato, a partire da due elementi cruciali, la data di ripresa e la possibilità di giocare con il pubblico dentro ai palazzi dello sport. Lo sport di vertice è oggi in fondo alla lista delle riaperture, inevitabilmente. Impossibile immaginare l’assenza di contatto fisico, almeno in gran parte delle discipline di squadra. E tanti si interrogano sul senso di far disputare partite a porte chiuse, con tutte le ricadute del caso, sia a livello emotivo che economico: fra incassi e mancate entrare degli sponsor, i match senza spettatori sono un rischio non da poco.
Anche in Lega Basket le visioni sono diverse, c’è chi vorrebbe iniziare non appena le normative saranno adeguate e chi invece sarebbe pronto ad un sacrificio, attendendo qualche mese extra pur di poter avere il pubblico presente. Difficile fare previsioni, dalle proiezioni attuali non sembra semplice immaginare gare “aperte” già a settembre o a ottobre. Si era ipotizzato di compensare l’eventuale slittamento della prima palla a due comprimendo poi il resto del calendario, con più impegni a settimana. Le società che partecipano alle coppe europee non avrebbero però potuto conciliare i doppi affollamenti.
Anche in questa ottica, nei giorni scorsi era uscita l’ipotesi di riorganizzare la serie A: l’idea era di allargare il numero di squadre a 20, da dividere poi in due gironi territoriali. Come già funziona in A2. Nelle prime suggestioni, Reggio sarebbe finita nel girone Ovest, unica emiliana del raggruppamento. Non ci sarebbero stati i derby, quindi. Ma il problema non si porrà: l’assemblea di Lega ha bocciato la proposta, la serie A rimarrà a girone unico, possibilmente con un numero pari di squadre. Quante saranno è impossibile prevederlo ora, perché questa sosta potrebbe aver stroncato le capacità economiche di tante società, e già rimbalzano voci su realtà ben disposte ad autoretrocedersi. A proposito di risorse mancanti, anche i diritti televisivi potrebbero essere sforbiciati. Sia Rai che Eurosport avrebbero chiesto uno sconto rispetto alla cifra pattuita ad inizio anno per i rispettivi diritti, visto che hanno potuto trasmettere parecchie gare in meno rispetto al previsto. La trattativa è in corso, anche per i rinnovi futuri e si intreccia con quella sul calendario: se si giocasse a porte chiuse, le emittenti potrebbero contare su un numero più elevato di spettatori e rifarsi dei mancati introiti pubblicitari di questi mesi.
Un ultimo argomento, di particolare interesse per Pallacanestro Reggiana, è quello dei tempi di iscrizione. Dal canonico 30 maggio si potrebbe passare al 31 luglio, così da avere un quadro più preciso e da consentire alle società di fare le proprie valutazioni su risorse e programmazione futura. Per Reggio, impegnata nel passaggio di proprietà da Stefano Landi verso una cordata imprenditoriale, questo margine potrebbero risultare ancora più prezioso per completare al meglio la transazione. E la transizione. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
