La sintonia Coni-Governo frena le spinte del calcio
Palla in tribuna e ritorno in campo della nostra serie A posticipato di due settimane. A calciare la sfera il più lontano possibile – ci si potrà allenare non prima del 18 maggio – è stato il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora su assist del regista Malagò dalla fortezza del Foro Italico.
Le pedine cambiano, il copione, nel suo complesso, no. È datato nel tempo il non amore del presidente del Coni verso un mondo, quello del pallone, nella sua versione istituzionale: il calcio è una passione a tinte giallorosse, il palazzo di via Allegri molto meno. Così già prima dell’elezione al vertice dello sport azzurro nel febbraio del 2013, quando Malagò in campagna elettorale raccontava di «non volere la Figc nella Giunta» e quando, una volta battuto a sorpresa il candidato Pagnozzi, sottolineava come fosse «arrivata l’ora di finirla nell’opera di appiattimento verso il pallone e a discapito delle altre discipline».
Già dalle prime ore dell’emergenza sanitaria, Malagò ha cominciato a manifestare insofferenza verso i tentennamenti, per certi versi inevitabili, della Lega e dei suoi club senza che, a suo modo di vedere, la Figc esercitasse il compito di vera vigilanza. Qui entra in scena Spadafora e i continui vertici o colloqui senza che altri ascoltassero o potessero dire la propria: emblematica l’uscita di Malagò («Mi aspetto novità dal governo») la sera del 28 febbraio, alla vigilia del rinvio di cinque gare di A del giorno dopo annunciate a porte chiuse e spostate ad altra data. Uscita fatta dopo un incontro con Spadafora e senza che la Figc sapesse.
Sulla nuova linea di confine Malagò-Spadafora si è sgonfiato il pallone perché al Coni e al ministro dello Sport la strada era chiara da tempo: ad allenarsi si torna tutti insieme, giocatori e atleti. «Sarà un caso, ma tutti gli sport hanno preso decisioni diverse dal mondo del calcio e sono state tutte decisioni sofferte. Credo – così Malagò – sia meglio avere la certezza di un piano alternativo piuttosto che scommettere tutto su un campionato che si riapre, ma, soprattutto, sulla certezza di un campionato che finisce». Il Coni si è ripreso la scena, da metà campo e con la maglia del regista. Gli sport a cui si riferisce Malagò sono quelli che hanno detto basta alla stagione. La serie A va avanti e pensa al 13, 14 giugno come data per ricominciare a giocare. —
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