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lo sport appeso a un filo 

Le società parrocchiali «Il comune si ricordi anche dei nostri ragazzi»

Nicolò Valli

Dal Daino Gavassa al Fogliano, al Sesso Footbal club «Senza un aiuto le nostre attività rischiano di non ripartire» 

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA

“125.000 euro per le società che dispongono di strutture di proprietà comunali”.

La scorsa settimana il presidente della Fondazione Sport Mauro Rozzi ha annunciato il primo importante provvedimento per venire incontro alla crisi economica delle società. Intervento accolto con soddisfazione dai gestori dei suddetti campi, anche se ancora nulla è stato deciso in merito ai finanziamenti per i club che usufruiscono invece dei campi parrocchiali. Con una conseguenza sportivamente drammatica: abbandonati e senza altre risorse, queste realtà rischiano di scomparire.

«Se chi di dovere non ci viene in soccorso rischiamo di dover chiudere tutto- afferma Ezio Siligardi, presidente dell’associazione Daino Gavassa- i nostri finanziamenti principali derivano infatti dagli affitti della palestra, oltre che dalle quote per l’iscrizione al nostro campo estivo. La palestra è chiusa ormai da due mesi, mentre il nostro camp è fortemente a rischio. Forse con la Seconda Categoria di calcio potremo saltarci fuori considerata la spesa quasi nulla per giocatori e dirigenti, ma per l’area della pallavolo il discorso è completamente diverso».

Pensiero condiviso anche da Virginio Orlandini, numero uno dell’Fc Sesso, che lascia intendere come il proprio team sia ormai arrivato alla fine del proprio percorso: «La nostra decisione esula dall’attuale emergenza che si è verificata- spiega Orlandini- in quanto già da tempo abbiamo deciso di modificare il nostro progetto: da soli infatti non ce la facciamo più. Stiamo quindi valutando di chiedere la collaborazione al Progetto Aurora oppure al Santos; si tratta di due associazioni che incarnano i nostri valori e con quale c’è già stato un primo colloquio informativo. Vedremo quello che salterà fuori, ma la nostra intenzione è comunque quella di garantire l’attività sportiva ai nostri giovani del paese, semplicemente sotto diverso nome».

Il responsabile del Sesso analizza poi la situazione legata all’impiantistica: «I nostri campi sono della parrocchia ed i nostri allenatori sono tutti volontari: siamo in difficoltà economica, ma non eccessiva. Solitamente cercavamo di sopperire alle spese di manutenzione con i tornei di fine primavera, quest’anno destinati però a saltare. Non trovo però giusto che il Comune lasci sole le realtà parrocchiali».

Anche spostandoci dal centro città non muta la trama, come illustrato da Angelo Marmiroli, dirigente del Fogliano: «Anche noi siamo in grossa difficoltà, e ci aspettiamo che il Comune o chi dovere faccia qualcosa. Oltre a quello dell’oratorio disponiamo infatti anche di un altro terreno di gioco, su cui però paghiamo l’affitto. Solitamente siamo affiliati al Csi ma in questa stagione avevamo voluto iscrivere una formazione anche al campionato Figc, con inevitabile aumento dei costi. Sappiamo- chiude Marmiroli- che ci aspetta un periodo duro e che tutti i club più piccoli andranno in difficoltà, ma i nostri mister allenano tutti a zero euro e almeno su quello possiamo respirare».

Il grido d’allarme è dunque arrivato bello forte dalle parti di Piazza Prampolini; e come se non bastasse, adesso c’è chi cercai far leva sul campanilismo: in queste ore, tra i dirigenti sportivi reggiani gira una lettera. È firmata dal vicesindaco di Parma Marco Bosi che ha scritto alle società sportive d’oltre Enza per garantire «il pieno sostegno dell’amministrazione a club e famiglie», assicurando che il Comune che cercherà di «mettere in campo tutte le risorse che riusciremo a reperire per non lasciare fuori nessuno». —

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