Gazzetta di Reggio

Sport

Ecco i consigli per chi tornerà a correre nei parchi

MASSIMO SESENA
Dal 4 maggio potremo tornare liberamente a fare jogging?
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Dal 4 maggio potremo tornare liberamente a fare jogging?

Il vademecum per tornare a fare fitness all'aperto messo a punto dalla federazione dei medici di medicina sportiva: gradualità e buonsenso serviranno per evitare di doversi fermare ancora, dopo il lockdown per colpa di strappi o altri guai muscolari

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REGGIO EMILIA. Segnatevi questi numeri: 1,50, 5 e 20. Quando - vivaddio il 5 maggio o forse prima o, diononvoglia, dopo - vi diranno che la reclusione è finita e potete tornare nei parchi a correre, ricordatevi che quelle sono le distanze che dovrete tenere rispetto a quelli che saranno con voi, a seconda della posizione che avranno rispetto a voi.

Perché se è pur vero che nessuno vi aveva mai costretto a una così lunga privazione della libertà, in questo caso specifico, della libertà di movimento e pur vero che questo immobilismo ha prodotto effetti con cui occorre fare i conti.

A spiegarci quanto la mobilità ci possa far bene ma allo stesso tempo quanto sia importante non farsi prendere dalla foga nel riappropriarsi del proprio corpo, è il dottor Enrico Violi che, oltre che essere il coordinatore dello staff medico della Reggiana calcio è attualmente il portavoce reggiano della Federazione dei medici sportivi che ha firmato proprio in questi giorni una serie di linee guida per tutti color che torneranno a muoversi dopo queste settimane di forzata sedentarietà.

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«In queste linee guida - spiega Violi - ci rivolgiamo un po’ a tutti. A chi già prima della fine di febbraio faceva attività fisica e anche chi anche prima di quella data era comunque abbastanza sedentario. In entrambi i casi servono gradualità e buon senso. E questo perché inevitabilmente in queste settimane ha perso la propria capacità aerobica. Dopo 4 settimane di inattività è sbagliato controllare con cardiofrequenzimetri il proprio battito perché non sarà quello che avevate a fine febbraio».

In particolare sarà sufficiente seguire la gradualità. In particolare per una ripresa graduale dell'attività fisica si passerà - gradualmente - dai 150 minuti di camminata svelta a settimana fino ad arrivare a 300 minuti a settimana.

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Passando poi alla corsa, i medici ribadiscono di non fermarsi - soprattutto nelle prime uscite - a compulsare i macchinari che misurano la nostra tenuta. «Al posto dei cardiofrequenzimetri - spiega ancora il medico sociale della Reggiana - basta molto meno per verificare se stiamo esagerando. In particolare, se riusciamo a parlare con chi ci sta accanto possiamo continuare. Se invece fatichiamo a far uscire le parole, è meglio fermarsi e prendere fiato».

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«Intanto - dice Violi - però sarà importante usare la mascherina, meglio quella chirurgica». E le distanze? «Un metro e mezzo se si è fianco a fianco, mentre dovranno essere almeno 5 se si corre in fila indiana e addirittura 20 se si corre in bici».

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