Gazzetta di Reggio

Sport

Favalli è guarito «Ma ora serve cautela questo virus è davvero terribile»

Favalli è guarito «Ma ora serve cautela questo virus è davvero terribile»

Il difensore granata racconta la sua malattia in clausura e si commuove pensando alla nonna che non ce l’ha fatta

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

«Quando mi hanno detto che ero guarito, il mio primo pensiero è stato per mia nonna, che invece non ce l’ha fatta». L’incubo è finito, ma le ferite restano. Alessandro Favalli, il difensore granata che ai primi di marzo era risultato positivo al Coronavirus ora è clinicamente guarito: lo dicono, invero già da qualche giorno, gli ultimi esami previsti in casi come il suo.

«Il percorso è stato lungo: dopo il primo tampone risultato positivo ho iniziato il periodo di quarantena con misurazioni di febbre quotidiane in continuo collegamento con i medici dell’Azienda territoriale sanitaria e con lo staff medico della Reggiana. Dopo due settimane dal primo tampone ho iniziato i test di controllo per certificare la mia negativizzazione, a distanza tra loro di circa una settimana. Proprio pochi giorni fa ho appreso l’esito dell’ultimo tampone che mi ha dichiarato finalmente guarito dal Covid-19».

Un sollievo, soprattutto perché sulla stessa strada, a parte purtroppo l’amata nonna, c’è tutta la famiglia Favalli travolta da questo ciclone terribile del virus. Ora che la brutta avventura è alle spalle, Favalli sente anche il bisogno di ringraziare chi ha avuto attorno in questa difficile esperienza: «Da quando ho avuto i primi sintomi e sono risultato positivo - racconta il difensore granata - ho pensato alla mia famiglia e a chi mi era vicino; io mi sentivo forte ma pensavo a loro. I medici si sono sempre dimostrati veramente disponibili, sono figure fantastiche che mi hanno ascoltato e seguito con attenzione. E insieme a me hanno aiutato tantissime persone. Voglio dire grazie a loro, alla mia famiglia, alla squadra, alla società e a tutte le persone incontrate nel mio percorso sportivo e che in questo periodo non hanno mancato di far sentire la loro vicinanza».

Ora non resta che guardare avanti, pensare al futuro. Anche se, a dire il vero, per quanto tutti si sforzino di immaginare cosa accadrà nelle prossime settimane, nessuno ha certezze in questo cambito. Anzi, forse proprio coloro che - come Favalli - “ci sono passati” hanno qualche chances in più di indovinare come sarà.

«Certo - riconosce il difensore arrivato a Reggio nel mercato di gennaio - che mi manca il campo, mi manca lo sport, l’attività fisica e il contatto con le altre persone, compagni e amici. Poter riabbracciare tutta la famiglia è la prima cosa che desidero fare. Chiaramente bisognerà aspettare; anche se con il passare del tempo questo risulta sempre più difficile, ora è quanto più prudente e necessario farlo».

E sulla possibile ripresa, Favalli è più che cauto: ««Quando ti colpisce in prima persona una situazione di questo tipo riesci a comprendere veramente quanto sia grave. È importante rispettare le indicazioni che sono state date per salvaguardare se stessi e gli altri. Non si può immaginare la reazione di un corpo al virus ed è sbagliato sentirsi invincibili e al sicuro. Serve responsabilità. Io e tutti i miei compagni - conclude Favalli - desideriamo tornare al più presto in campo e non vediamo l’ora di farlo per raggiungere i nostri traguardi, ma è fondamentale che si riparta solo nelle massime condizioni di sicurezza». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google