Il Csi rinuncia anche allo Scolastico ma pensa a un revival in autunno
REGGIO EMILIA
Tra tante, la sua sospensione è passata quasi in sordina. Eppure, per il Csi di Reggio, rinunciare allo “Scolastico” dev’essere stato doloroso almeno quanto cancellare, per quest’anno, il torneo della Montagna.
Una decisione, quella del Csi, presa a malincuore: «Anche quest’anno - ha spiegato il direttore tecnico del Csi Giovanni Codazzi - il Torneo scolastico avrebbe mandato in campo la bellezza di 150 squadre, confermando praticamente i numeri dell’anno scorso: le varie sfide, che si sarebbero dovute giocare proprio in queste settimane, avrebbero completato il loro percorso con una grande festa proprio nel week-end precedente al potenziale inizio del Torneo della Montagna, quindi al termine della prima settimana di giugno, secondo consuetudine del Csi.
«Se anche volessimo mettere in piedi uno "Scolastico ridotto" non ci sarebbero i tempi tecnici per realizzarlo e i rischi sarebbero comunque elevatissimi. Inoltre, i ragazzi non stanno andando a scuola e ovviamente non ha senso che si cimentino su un campo da calcio. Il Torneo Scolastico, come se non bastasse, muove tantissime famiglie da tutta la provincia e metterebbe in moto un quantitativo di persone davvero elevato. Gli atleti coinvolti nello Scolastico 2020 sarebbero stati quelli delle scuole elementari, dai 2013 ai 2009, quindi dalla prima alla quinta e su tutto il territorio provinciale sarebbero scesi in campo complessivamente la bellezza di circa duemila giovani calciatori, seguiti ovviamente da mamme, papà, nonne, fratelli e amici, per un totale di 4-5 mila persone coinvolte. Rinviarlo nella speranza che i contagi si siano ridotti? Ci abbiamo pensato - conclude Codazzi - ma i tempi tecnici non ci sarebbero stati. Vedremo di riuscire comunque a fare qualcosa in settembre, virus permettendo, ma non è detto che sia possibile».
In pentola, però, qualcosa sta bollendo... «Di idee ce ne sono, com’è giusto che sia, per farci trovare pronti: vedremo quante di esse saranno percorribili dopo l'estate. Ci farei la firma se riuscissimo a partire davvero in settembre, almeno con una parte dell’attività; mi basterebbe iniziare anche a metà ottobre. Prima o poi ricominceremo a giocare, ne sono certo, ma sarà fondamentale che lo si faccia con grande serenità e nel rispetto delle disposizioni sanitarie previste. Anche perché il virus potrebbe tornare e noi dovremo essere preparati». —
R.S.
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