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Premier League da giugno Johnson la vuole gratis in tv per non affollare i pub

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La Premier League ripartirà tra poche settimane a porte chiuse ma tutte le partite saranno trasmesse in chiaro e dunque accessibili ai tifosi, non solo agli abbonati alle pay-tv. È l’indicazione che il premier Boris Johnson ha dato ai ministri competenti e ai vertici del calcio inglese, anche per scongiurare che i tifosi si riuniscano nei pub o a casa degli amici abbonati a Sky Sports o BT Sport, i due canali che detengono i diritti tv.

Il campionato di calcio è considerato dal primo ministro come un’utile distrazione per una popolazione costretta ormai da più di un mese al lockdown. Da qui l’idea di accelerare i preparativi per la conclusione della stagione, che dovrebbe riprendere entro la prima metà di giugno, pur nel rispetto delle misure igienico-sanitarie. Il calcio nel piano di riapertura avrà la precedenza su tutte le altre discipline: una scelta giustificata anche da ragioni economiche.

Alla fine del campionato seguirà il mercato di acquisti e cessioni dei giocatori, sì ridimensionato (inevitabilmente) rispetto al passato dalla crisi in corso, ma che avrà comunque ripercussioni positive su tutto l’indotto sportivo. Secondo il governo il calcio potrà essere tra i primi settori a riaprire perché logisticamente risulta più semplice da gestire rispetto ad altre attività d’intrattenimento, come i teatri o i cinema. Ma anche la Premier dovrà rispettare severe misure di sicurezza sanitaria, di distanziamento prima e dopo la partita, con meticolosi controlli medici ai giocatori.

Con uno schema simile alla Bundesliga tedesca, il primo torneo a ripartire all’inizio di maggio. —

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