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Il primo viaggio all’inferno Regia in D grazie al Parma

Marco Bertolini
Il primo viaggio all’inferno Regia in D grazie al Parma

Un maldestro tentativo dei granata per accomodare un risultato nel derby viene denunciato dai dirigenti del club d’oltr’Enza e i granata sono retrocessi

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Marco Bertolini

REGGIO EMILIA

Il decennio dei 50 parte con la Reggiana in Serie B, ma con qualche difficoltà economica.

Dopo la salvezza guadagnata in extremis nella stagione precedente, nel 1950/51 si cerca di rafforzare la squadra confermando il bomber Scagliarini ed acquistando molti giocatori, ma dopo una buona partenza la squadra inizia ad accusare il colpo e chiude con un deludente tredicesimo posto. Il campionato 51/52 vede l’ingresso in società di Giovanni Degola, che andrà a formare con Lari e Visconti il famoso Triumvirato che per tanti anni sarà a capo dei granata.

La stagione è molto deludente e la squadra si piazza al penultimo posto retrocedendo nuovamente in Serie C. La stagione 1952/1953 è probabilmente la pagina più nera della storia centenaria dei granata. La nuova dirigenza punta subito in alto e costruisce una squadra con l’obiettivo chiaro di risalire subito in serie B.

La guida tecnica viene affidata all’ex romanista Guido Masetti, ma la squadra tradisce le attese e invece che lottare per i primi posti si trova invischiata nella lotta per non retrocedere.

Dopo il Derby vinto 2 a 1 sul campo del Tardini accade il fattaccio: la Reggiana viene accusata di combine. Il Conte Carrega, allora sia dirigente crociato sia della Federazione, denuncia i dirigenti granata di aver tentato di accomodare il risultato della partita. La Caf riconosce la Reggiana colpevole e la condanna è durissima: 20 punti di penalizzazione e squalifica a vita per Degola.

I granata chiudono così all’ultimo posto in classifica e retrocedono in IV serie. Si apre quindi un triennio di sofferenza in IV serie ma che porrà le basi per una rinascita granata nelle stagioni seguenti. La stagione 53/54 è una vera e propria rifondazione e senza l’aiuto decisivo del comune con 100.000 milioni i granata non si iscriverebbero nemmeno al campionato.

La squadra è formata da alcune “chiocce” come capitan Panciroli e da ottimi giovani come Gianni Cappi, che fa registrare il record tutt’oggi imbattuto di segnature in una stagione con la maglia granata: ben 29 in 30 partite.

Nel campionato 54/55 le cose sul campo non vanno molto meglio ma le basi della svolta sono rappresentate dalla scelta di Luigi Del Grosso come allenatore, inizia con lui un ciclo che lo porterà a sedere sulla panchina granata per ben 8 stagioni consecutive, record tutt’oggi imbattuto.

Nel campionato 55/56 torniamo finalmente ad esultare e dopo un campionato letteralmente dominato, vinciamo lo spareggio a Bolzano e siamo di nuovo in Serie C. La dirigenza granata appronta una squadra decisamente competitiva per il ritorno in Serie C del 56/57, e a fronte delle numerosi ed eccellenti cessioni, Cappi, Brunazzi, Crivellante, Pelloni, Meroni e Seghedoni, vengono acquistati diversi giocatori di categoria che ci permetto di disputare un campionato sorprendente, concluso al quarto posto.

La stagione 57/58 è quella del ritorno in serie B dopo 6 anni.

La squadra dell’anno precedente viene ulteriormente rinforzata e nonostante un avvio stentato i granata vincono il campionato. Nell’anno 1958/59 i granata completano la resurrezione sportiva. La formazione granata, senza più il regista Catalani, lotta fino alla fine per un posto che vale la serie A, anche grazie alla famosa coppia gol denominata P2 formata dal duo Pistacchi-Pinti, ma finisce con il classificarsi solo quarta.

Bisognerà aspettare altri 33 anni. —

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