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i dubbi di melli 

La Nba scalda i motori Il basket ha fretta e ritorna ad allenarsi

La Nba scalda i motori Il basket ha fretta e ritorna ad allenarsi

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New York (stati uniti)

La Nba scalda i motori per ripartire. Negli States lo sport è impaziente, anche se la pandemia miete ancora vittime.

Da venerdì i giocatori di basket potranno allenarsi in palestra e sul parquet, in forma individuale, negli Stati e nelle città dove le restrizioni sono state allentate o lo saranno nei prossimi giorni. Restano invece vietati gli allenamenti di gruppo.

È un segnale importante che la Nba manda a tutto il mondo dello sport, anche se non cambia nell’immediato le prospettive di riapertura del campionato fermo dal 12 marzo scorso. Il commissario Adam Silver e i club aspettano infatti di valutare quale sarà l’evolversi della pandemia, anche perché l’andamento del contagio non è uniforme in tutte le zone del Paese. Ed è probabile, come lo stesso Silver ha confermato appena qualche giorno fa, che fino alla fine di maggio non sarà presa alcuna decisione. Nel frattempo i club sono stati autorizzati dalla Nba a riaprire le loro palestre e i giocatori possono riprendere singolarmente confidenza con pallone e canestro.

Fra gli atleti però non tutti sono impazienti. Oggi ha espresso le sue perplessità Nicolò Melli, l’azzurro in forza ai New Orleans Pelicans: «Ci sono altre priorità al mondo rispetto allo sport» dice, e suggerisce di aspettare «che la situazione della pandemia si risolva per capire come procedere». Non ha fretta il gigante italiano, ultimo arrivo nel mondo del grande basket americano, ma non vuol dire che non abbia voglia di riprendere a giocare. Fermo anche lui da 40 giorni come tutti, il campione azzurro si allena in casa e attende il momento del ritorno alla normalità, ma non a ogni costo: «Si deve tornare a giocare solo se ci sono le condizioni per poterlo fare. Non forzerei più di tanto – dice il lungo dei Pelicans – anche perché poi rischi di tornare al punto di partenza. Fai uno sforzo straordinario per tornare a giocare, poi capita qualcosa e devi ricominciare da capo. Prima di tutto deve esserci una situazione generale molto più tranquilla che permetta di giocare. All’inizio saremo costretti a farlo senza tifosi e questo va un po’contro la filosofia dello sport, che è anche un momento di condivisione. Ma sappiamo che dovremo adattarci». —

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