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il tennis ai tempi della pandemia 

Al Circolo di Albinea ci si allena al videogame con Roger Federer

Luigi Vinceti
Al Circolo di Albinea ci si allena al videogame con Roger Federer

Tutte le realtà della provincia si stanno intanto attrezzando per ripartire secondo le nuove direttive anti-Covid

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Luigi Vinceti

REGGIO EMILIA

Nonostante il contatto fisico sia rarissimo anche il tennis ha dovuto fare i conti con le restrizioni emanate per gligli altri sport al fine di contenere la pandemia.

Un abbaglio di chi ha deciso queste misure draconiane? No, perché se è vero che negli incontri di singolare gli avversari si muovono in due diversi rettangoli di gioco (il campo misura 20 per 40 metri) e non vengono quindi a contatto rendendo superflue le mascherine, il rischio è invece reale nelle gare di doppio e nelle fasi di preparazione e conclusione (spogliatoi, docce) degli incontri compreso l’immancabile abbraccio o lo scambio di un “cinque” che segna la fine delle gare. Le restrizioni gravano pesantemente sui Circoli sportivi che sono abituali luoghi di aggregazione.La Federtennis ha diramato un decalogo cui tutti debbono attenersi e con il “lockdown” ha costretto i club a chiudere i battenti.

CANALI

Al Circolo Tennis Reggio la responsabile della Segreteria, Manuela Bianchini, conferma che a far tempo dalla metà di marzo, è stata sospesa qualsiasi attività. Nessuno frequenta il club di Villa Canali, quello che è stato la culla reggiana di questo sport ad alto livello.

«E purtroppo – racconta – temiamo di dover restare fermi anche tutto il mese di maggio. Pare che almeno sino al 30 giugno siano sospesi i tornei internazionali, compreso quello di Roma, e quindi non ci resta che sperare in deroghe per eventi meno complessi e partecipati. Ci auguriamo che dal 4 maggio sia concesso per lo meno qualche allenamento di singolo sui campi in terra rossa. Nel frattempo i nostri atleti si allenano a casa: chi palleggia contro una parete, chi corre nelle strade che si trovano vicino alla propria abitazione. Sono stati necessariamente sospesi anche i corsi serali destinati ai bambini e i nostri maestri sono obbligati a tenere solo contatti con i canali telematici. Non vediamo l’ora che tutto ciò cambi. Anche perché, lo ricordiamo, fra settembre e ottobre dovrebbe esserci il nostro magnifico torneo Camparini. Speriamo che questo blocco finisca alla svelta».

CERE

Toni pressochè analoghi nei commenti di Monica Davoli coordinatrice e consigliera per lo sport al Circolo di Equitazione dove il tennis occupa notevole spazio.

«Il nostro direttore tecnico Matteo Tassi – precisa – e i altri 6 maestri che compongono lo staff tecnico hanno dovuto sospendere le prove sui campi. Si dedicano quindi in modo alternato a fare i tutorial a distanza dei nostri circa 130 atleti. Valutano dunque le fasi di mobilità, agilità, precisione nei palleggi e nei colpi che essi sferrano in un cortile, contro un muro. Il preparatore atletico Alessandro Castagnetti, sempre tramite video, offre loro consigli propedeutici per gli sforzi muscolari di gambe e braccia. Tosi raccoglie poi i feedback ed i filmati che, con il consenso degli interessati, vengono analizzati e corretti. I maestri si alternano la mattina sui campi in terra rossa dove aiutano a compiere opere di manutenzione per migliorare e rendere il più possibile ospitali i campi di gara per quando si ricomincerà. La maestra Laura Melli, responsabile Fit, coordina infine la scuola e la comunicazione diramando le regole della Federazione Italiana. E’ un sacrificio che stiamo affrontando tutti».

ALBINEA

Al Circolo Tennis di Albinea la giovane direttrice Giulia Bizzarri, delinea un quadro molto simile e si sofferma sulle indicazioni del maestro Cristian Fava.

«È lui – spiega sorridendo – che detta i compiti da fare a casa. Non può guidarli mentre tirano i colpi contro il muro ma li affianca nella preparazione atletica, monitora la loro preparazione collegando la teoria alla pratica. Ad aiutare tutti i tennisti ora c’è anche un filmato tramite il quale ognuno si misura niente meno che con Federer. Inutile chiedere chi vince sempre, ma è utile per fare esperienza».

La Bizzarri conclude auspicando un sollecito ritorno alla normalità seguendo sì le regole dettate dalla Federazione nazionale, ma tenendo conto che, per diversi mesi, il tennis potrà essere praticato all’aperto, senza obblighi di mascherine per i giocatori (necessario invece un guanto nella mano che non tiene la racchetta) e con una cornice di spettatori spesso formata da familiari degli atleti e quindi doppiamente interessati alla salute di chi scende in campo. —

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