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PARLA IL PRESIDENTE granata 

Quintavalli e l’obiettivo “B” «Playoff corti, la Regia c’è»

Massimo Sesena
Quintavalli e l’obiettivo “B” «Playoff corti, la Regia c’è»

«Il 7 maggio nella riunione delle società dovrà uscire una indicazione» Dubbi sulla ripresa degli allenamenti il 18 maggio: «Dipenderà dai protocolli»

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reggio emilia

«Se alla fine si deciderà per chiudere giocando il campionato che si è interrotto due mesi fa, noi ci saremo». Lunedì prossimo, all’assemblea delle società di Lega Pro, a rappresentare la Reggiana ci sarà il presidente granata Luca Quintavalli. E tuttavia, alla vigilia del summit del 7 maggio (inizialmente fissato per il 4 e poi rinviato) il massimo dirigente granata ammette che in questo momento non vi è alcuna certezza su nulla.

Ma come? Il premier Conte ha detto che a partire dal 18 maggio saranno possibili anche gli allenamenti collettivi..

«Ma dobbiamo ancora capire quali protocolli sanitari dovranno essere adottati. Sono quelli di cui si parla da giorni? Se è così la vedo molto dura persino per qualche squadra di serie A, figuriamoci per B e C».

Quindi il 18 la Reggiana potrebbe non riprendere gli allenamenti?

«Dipende da quelle che saranno le prescrizioni. In questo momento, in assenza di un qualunque protocollo da prendere in esame, non sono in grado di dire, ad esempio, se i campi dell’ex Sporting saranno in linea con le nuove direttive che peraltro nessuno ancora conosce».

Poniamo il caso che si riesca a superare questo ostacolo e si decida di finire il campionato...

«Noi ci siamo, la Reggiana c’è. Certo, arrivati a questo punto è impensabile riprendere da dove si è interrotta la stagione».

E quindi?

«E quindi io sarei favorevole, ad esempio, a quelli che ho sentito chiamare playoff ridotti, per scegliere la quarta che, oltre alle tre che attualmente guidano i rispettivi gironi, andrà in serie B».

Un triangolare, più che dei playoff veri e propri...

«Perché no? In questo modo il campionato avrebbe una conclusione regolare, in tempi relativamente rapidi soprattutto se si dovesse scegliere una sede unica per le partite di questo mini-torneo».

Lei crede che questa conclusione non avrebbe strascichi con ricorsi e contro-ricorsi?

«Allora se non si vuol passare i prossimi mesi tra le carte bollate, questo è il momento di fare le riforme di cui da anni tutti parlano ma che il mindo del calcio aspetta comunque da troppo tempo. Perché non fare ad esempio una serie B a 22 squadre? In questo modo eviteremmo ogni possibile polemica».

E qualora invece si decidesse di finirla qui?

«Allora valga il merito sportivo. E noi da questo punto di vista non abbiamo rivali».

Il Carpi di Bonaccini non è della stessa idea...

«Ma il conto che fa il Carpi è sbagliato. Si fissa un numero pari di partite e allora si calcola la media punti/partita. Il valore del merito sportivo non può essere messo in discussione. E io su questo punto insisto».

Sembra di capire che lei tenga in modo particolare alla promozione in B.

«Io vorrei che venisse riconosciuto il merito sportivo. E non lo nego, per noi la promozione quest’anno sarebbe importante almeno tanto quanto lo è stata quella ottenuta con il ripescaggio dalla serie D».

Vediamo se interpreto bene le sue parole: lei ha una voglia matta di lasciare la C delle tante spese e dei ricavi scarsi..

«Di sicuro sono molto preoccupato per quella che sarà la serie C del prossimo anno visti i tanti club in difficoltà già adesso. Penso alle società che sono alle prese con arretrati nel pagamento degli stipendi».

Un pericolo che la Reggiana non corre, vero?

«Nel modo più assoluto. Noi siamo la Reggiana e stiamo continuando a tenere tutti i contatti con i nostri partner, pronti a cogliere tutte le opportunità che si presenteranno». —



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